mercoledì 27 novembre 2013

Noi e il M5S per un'area verde a piazza Sant'Antonio: presentata osservazione al nuovo PRG

Fonte: Il Grillo di Bagheria
Venerdì 22 novembre il Movimento Cinque Stelle Bagheria e l’Associazione Nuovi Bagheresi hanno presentato all’ufficio protocollo del Comune di Bagheria un’osservazione al nuovo Piano Regolatore, recentemente approvato, richiendo la modifica della destinazione a zona B, dell’aerea verde situata davanti la chiesa di Sant’Antonio.
L’aerea verde di circa 1500 mq, si trova tra via Sant’Antonio, via del Macello, via Serradifalco e via G. Deledda.
Questo lotto è stato fino ad ora oggetto di contrasti tra l’amministrazione comunale e i proprietari -favorevoli all’edificazione- e i residenti della zona – favorevoli ad una destinazione del terreno a verde pubblico-.
Il motivo di questa richiesta nasce dal fatto che  nel quartiere non esiste un’area che funga da “polmone verde” per la zona e  non ci sono luoghi e servizi per lo svago e la socializzazione.
Esiste, poi, la necessità, in questo quartiere, di mitigare l’impatto urbanistico dei tipici palazzi anni ’80 (5 piani),  che si contrappongono  alla fabbrica architettonica della Chiesa e del Convento.
Inoltre, nei pressi della Chiesa, non ci sono parcheggi, e questa situazione porta notevoli disagi alla viabilità di una zona che vede un notevole afflusso di gente per le numerose manifestazioni religiose e culturali. Questo luogo di culto, quindi, necessita di essere tutelato, dando spazio ad una complessiva riqualificazione del quartiere.
Lo scorso 14 luglio il Movimento Cinque Stelle Bagheria e l’Associazione Nuovi Bagheresi hanno accolto le istanze degli abitanti del quartiere, raccogliendo circa 150 firme  volte alla creazione di un parco pubblico o di uno spazio di verde attrezzato.
In Nuovo Piano Regolatore, però, sembra tarpare le ali alla realizzazione di tale progetto, in quanto ha destinato parte dell’aerea in questione a zona edificabile B2.
Già nel 2007 i cittadini residenti nel quartiere avevano presentato un’osservazione/opposizione al Piano Regolatore Stralcio adottato con deliberazione commissariale n. 46 del 05/06/2006, indirizzandola  alla Segreteria Generale del Comune di Bagheria, al Capo Settore Urbanistica, ai Progettisti del Piano Regolatore Stralcio e al Sindaco  .
L’opposizione in questione allora venne soltanto parzialmente accolta  nel senso della perequazione: l’area resta per la maggior parte destinata a zona edificabile B2, per la restante destinata a verde pubblico.
Vista la non accettazione totale della richiesta, negli anni i cittadini del quartiere hanno reiterato la loro richiesta  con petizioni rivolte al Comune di Bagheria, al Direttore Generale del Dipartimento Urbanistica Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, al Prefetto di Palermo, alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. E P.I., al Ministero della Giustizia-Direzione Nazionale Antimafia, al Ministero degli Interni e alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia, in data 17/10/2007, 19/05/2010, 28/06/2010  e 22/11/2010.
Oggi, a seguito dell’adozione  del nuovo PRG, puntualmente si ripresenta il rischio di una smisurata espansione del cemento, in una città famosa per le proprie ville settecentesche, ma che ancora oggi è priva di un parco urbano a fruizione pubblica.
Presentando oggi questa opposizione all’applicazione alla destinazione programmata per questa area il Movimento Cinque Stelle e l’Associazione Nuovio Bagheresi vogliono tutelare la salute di questo quartiere e la vivibilità dello stesso in termini di viabilità, socializzazione e rispetto dell’ambiente

venerdì 9 agosto 2013

Piazza Butera: riscontro positivo per la nostra richiesta di riapertura al pubblico

Con piacere constatiamo che a seguito della nostra sollecitazione all'Amministrazione comunale per la riapertura al pubblico di piazza Butera, con nota presentata  in data 25 luglio, l'assessore al Verde pubblico Massimo Mineo ha annunciato stamane che, a partire da lunedì 12 agosto, la piazza tornerà ad essere fruibile ogni giorno, anche se ancora in una fascia oraria limitata.
Di seguito il comunicato diramato dall'Ufficio Stampa del Comune di Bagheria:
Bagheria, 08/08/2013 – A partire da lunedì prossimo, 12 agosto 2013, piazzetta Butera sarà nuovamente fruibile ogni giorno, per il momento dalle ore 9.00 alle 13.00.

A comunicarlo l’assessore al Verde Pubblico, Massimo Mineo, che ha attivato una squadra per la pulizia straordinaria della villa che era stata ridotta in pessime condizioni per gli escrementi dei cani, per atti di vandalismo e incuria.

La villetta sarà gestita da un operatore che l’aprirà e la chiuderà ogni giorno, negli orari comunicati e controllerà che nessuno sporchi e compia gesti incivili.
“Prossimamente – spiega l’assessore – si procederà ad un avviso pubblico per concederne la gestione ad un associazione così come già fatto per villetta Ugdulena e si potrà prevedere un ampliamento dell’orario di apertura”.

Non è possibile infatti lasciarla aperta 24 ore su 24 perché la villetta pubblica è stata oggetto di bagordi notturni, di atti di vandalismo e veniva usata per dai padroni dei cani che abbandonavano gli escrementi dei loro animali indiscriminatamente senza procedere alla raccolta come dalle previste ordinanze sull’argomento.

“Auspico che la villa possa essere utilizzata dalle famiglie e dai bambini per poter giocare all’aria aperta e siano curata da tutti come bene comune, come se fosse casa nostra – dice l’assessore Mineo – e spero soprattutto che i proprietari dei cani capiscano che il suolo pubblico o di pubblico accesso (strade, marciapiedi, portici, piazza, zone verdi, zone attrezzate per bambini, ecc.) non può essere insudiciato a causa degli escrementi degli animali, con conseguenti rischi per la salute dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più esposte, quali bambini, ipovedenti e anziani”.
_______________________
M.M.
Ufficio stampa
www.comune.bagheria.pa.it
tel./fax: 091.943279
mobile: 3470014952

martedì 6 agosto 2013

Altro che luminarie...a Bagheria è buio pesto!

Durante l'ultima settimana i principali assi viari di Bagheria sono
stati caratterizzati dalle consuete luminarie della festa patronale,
tuttavia ci si dimentica che già da alcuni mesi, in varie zone della
città, è buio pesto. Si tratta precisamente di via Lo Bue, via
Senofonte, via Saffo, via Capaci, via Cutò, via Lampedusa, via
Tarantino, nonché piazza Monsignor Cipolla ad Aspra e varie altre zone
del territorio bagherese. I cittadini interessati dal servizio hanno
già segnalato l'incresciosa situazione ad alcune testate
giornalistiche locali, evidenziando come, rivoltisi all' Enel, questa
abbia risposto che la rete di illuminazione pubblica del territorio
viene gestita da una diversa società, verso la quale, molto
probabilmente, il Comune di Bagheria risulterebbe moroso. C'è da
ricordare che, a prescindere da tale risposta, l'illuminazione
pubblica rientra, ai sensi del D.M. 28 maggio 1993, in virtù della
delega contenuta all'art. 11 del D.L. 18 gennaio 1993 n. 8, tra i
servizi indispensabili, il cui impianto è obbligatorio per le
amministrazioni locali, le quali sono tenute a fornire il servizio
indipendentemente dalle disponibilità finanziarie.
La situazione in questione, la quale peraltro configura la fattispecie
di interruzione di pubblico servizio, solleva inevitabilmente molti
interrogativi, o meglio preoccupazioni, sulla situazione finanziaria
dell'Ente, che inevitabilmente si ripercuote sul livello dei servizi
erogati alla cittadinanza. Il Comune di Bagheria si trova attualmente
in un a situazione di vero e proprio stallo amministrativo e
finanziario, conseguente alla mancata approvazione del Piano di
riequilibrio, nonché alla contestuale assenza della misura alternativa
allo stesso Piano, ossia la dichiarazione di dissesto. Un vero e
proprio "limbo dantesco" insomma, che rende difficile anche solo
prevedere, allo stato attuale, le possibilità e i tempi di
ripianamento delle passività dell'Ente, precludendo qualsiasi velleità
di sviluppo economico. E' doveroso dunque, al di là della situazione
particolare esposta con la nota che segue (e già inoltrata
all'Amministrazione) un invito agli amministratori di questa città ad
un'assunzione generale di responsabilità nei confronti di un
territorio e di una cittadinanza pesantemente mortificati.

Al Signor Sindaco del Comune di Bagheria
All'Assessore ai Lavori Pubblici e Servizi a rete
Al Dirigente del II Settore-Lavori Pubblici
Oggetto: ripristino del servizio di illuminazione pubblica
Il sottoscritto Giacomo Aiello, presidente dell'associazione Nuovi
Bagheresi, con sede legale in via
del macello n. 63 (tel. 3278463962; e-mail: nuovibagheresi@hotmail.it)
Considerato che:
– già da alcuni mesi il servizio di illuminazione pubblica risulta
interrotto in via Lo Bue, via
Senofonte, via Saffo e zone contigue, nonché in via Capaci, via Cutò,
via Lampedusa, via
Tarantino, nonché ad Aspra in piazza Monsignor Cipolla ed in numerose
altre zone della
frazione;
– il servizio di pubblica illuminazione, ai sensi del D. M. 28 maggio
1993, in virtù della delega
contenuta all'art. 11 del D.L. 18 gennaio 1993 n. 8, costituisce
servizio indispensabile il cui
impianto è previsto come obbligatorio per le amministrazioni locali, e
che l'ente locale deve
garantire a prescindere dalla disponibilità finanziaria;
– l'assenza di pubblica illuminazione comporta una situazione di
rischio per l'incolumità e la
sicurezza pubblica, incentivando atti vandalici e di micro-criminalità;
– la situazione in oggetto configura la fattispecie di “interruzione
di un ufficio o servizio pubblico
o di un servizio di pubblica necessità” prevista dall'art. 340 c.p.
Con la presente
CHIEDE
il ripristino in via immediata del servizio di illuminazione pubblica
nelle vie e nelle zone suddette.
Bagheria, 6 agosto 2013

 Associazione Nuovi Bagheresi

venerdì 26 luglio 2013

Nota all'Amministrazione comunale: si tuteli la salute pubblica e si risolva la questione viabilità

Come preannunciato nelle scorse settimane, l'associazione Nuovi Bagheresi, in data 25 luglio, ha richiesto formalmente all'Amministrazione comunale di  sollecitare un intervento dell’A.R.P.A. volto alla rilevazione dei livelli di inquinamento nelle strade del centro storico prossime al Corso Umberto.  Con la medesima nota sono stati altresì richiesti  interventi nel breve e nel lungo periodo per la risoluzione dell’annoso problema della viabilità, tra i quali l’accelerazione dell’iter di approvazione del Piano urbano della mobilità.  Di seguito il testo della nota: 



Al Sindaco del Comune di Bagheria
All'Assessore alla Polizia Municipale e Viabilità
All'Assessore all'Igiene ambientale



Oggetto: richiesta di rilevazione livello di inquinamento nel centro storico ed accelerazione proceso di adozione del PUT (Piano urbano del traffico)


Il sottoscritto Giacomo Aiello, presidente dell'associazione “Nuovi Bagheresi”, con sede in via del macello 63 (e-mail: nuovibagheresi@hotmail.it; cell: 3278463962)

Considerato che:
  • in seguito alla chiusura al traffico nel corso Umberto I, le vie ad esso attigue (così come tutto il centro storico), peraltro larghe solo pochi metri, si trovano esposte ad una concentrazione di traffico veicolare assai elevata, con conseguente elevato livello di inquinamento provocato dai gas di scarico;
  • il PUM (Piano urbano della mobilità)  risulta tra i progetti finanziati nell'ambito del PISU (Piano integrato di sviluppo urbano) e necessita dell'approvazione del Consiglio Comunale quale organo competente in materia di pianificazione e programmazione

Con la presente

CHIEDE

  • di sollecitare un intervento dell' A.R.P.A. ( Agenzia regionale per la protezione ambientale), volto a rilevare il tasso di inquinamento nelle strade del centro storico attigue al Corso Umberto;
  • di accelerare il processo di adozione del Piano urbano della mobilità, che potrebbe prevedere, tra le altre, le seguenti misure:
    - l'istituzione di una ZTL (zona a traffico limitato) nel centro storico, più facilmente individuabile nella zona sud-est (via Damuselli, via Scordato, via Trabia, via del Cavaliere, via Palagonia);
    - l'individuazione di aree da adibire a parcheggi auto, per esempio nei pressi di via Libertà;
    - l'introduzione di un bus elettrico che colleghi le aree adibite a parcheggio con il Corso Umberto e il centro storico;
  • inquadrare e armonizzare le soluzioni in tema di viabilità con il nuovo Piano Regolatore Generale, e in particolare con il Piano di recupero del centro storico.

Bagheria, 25 luglio 2013

Associazione Nuovi Bagheresi

Piazza Butera, un'oasi da valorizzare

L'associazione Nuovi Bagheresi, che da anni opera sul territorio a tutela di interessi diffusi, ha presentato in data 25 luglio una nota all'Amministrazione comunale di Bagheria, chiedendo  la riapertura al pubblico di piazza Butera, i cui cancelli risultano chiusi da circa dieci giorni senza una reale motivazione,  e proponendo nel contempo la gestione della piazza in convenzione con privati, ai fini di della cura, valorizzazione, animazione degli spazi interessati. Di seguito il testo della nota: 

Al Sindaco del Comune di Bagheria
All'Assessore al Verde e Arredo Urbano
Al Dirigente del II Settore Lavori pubblici




Oggetto: richiesta apertura al pubblico di piazza Butera

Il sottoscritto Giacomo Aiello, presidente dell'associazione “Nuovi Bagheresi” con sede in via del macello 63 (e-mail: nuovibagheresi@hotmail.it, cell. 3278463962)

Considerato che:
  • successivamente alle operazioni di pulizia svolte nelle scorse settimane, i cancelli di piazza Butera risultano chiusi da circa dieci giorni e dunque la stessa non è accessibile al pubblico;
  • piazza Butera costituisce uno dei pochi spazi urbani sottratti al traffico veicolare e fruibili non solo dai residenti della zona, ma da tutta la cittadinanza;
  • le motivazioni della chiusura risultano ad oggi sconosciute

Con la presente

CHIEDE

  • l'immediata riapertura al pubblico di piazza Butera;
  • di considerare l'opportunità di gestire l'area interessata in convenzione con operatori privati, quali associazioni no profit, organizzazioni ricreative o esercizi commerciali, ai fini della cura, valorizzazione e animazione della piazza.

Si allega documentazione fotografica.


Bagheria, 25 luglio 2013



 Associazione Nuovi Bagheresi

Riflessioni sulla prima lettera di Francesco

Da Lumen fidei  di Papa Francesco - 29/6/2013 - premessa
E così l’uomo ha rinunciato alla ricerca di una luce grande, di una verità grande, per accontentarsi delle piccole luci che illuminano il breve istante, ma sono incapaci di aprire la strada. Quando manca la luce, tutto diventa confuso, è impossibile distinguere il bene dal male, la strada che porta alla mèta da quella che ci fa camminare in cerchi ripetitivi, senza direzione

Cap. 1°- abbiamo creduto nell’amore

Per Abramo la fede in Dio illumina le più profonde radici del suo essere, gli permette
di riconoscere la sorgente di bontà che è all’origine di tutte le cose, e di confermare che la sua vita non procede dal nulla o dal caso, ma da una chiamata e un amore personali.

I cristiani, invece, confessano l’amore concreto e potente di Dio, che opera veramente nella storia e ne determina il destino finale, …..Dio ama questo mondo e lo orienta incessantemente verso di Sé; e questo porta il cristiano a impegnarsi, a vivere in modo ancora più intenso il cammino sulla terra.
Gesù, suo Figlio, si presenta come Colui che ci spiega Dio (cfr Gv 1,18).La vita di Cristo — il suo modo di conoscere il Padre, di vivere totalmente nella relazione con Lui — apre uno spazio nuovo all’esperienza umana e noi vi possiamo entrare.

“Crediamo a” Gesù, quando accettiamo la sua Parola, la sua testimonianza, perché egli è veritiero (cfr Gv 6,30). “Crediamo in” Gesù, quando lo accogliamo personalmente nella nostra vita e ci affidiamo a Lui, aderendo a Lui nell’amore e seguendolo lungo la strada (cfr Gv 2,11; 6,47; 12,44).

Costui, anche quando obbedisce ai comandamenti, anche quando compie opere buone, mette al centro se stesso, e non riconosce che l’origine della bontà è Dio. Chi opera così, chi vuole essere fonte della propria giustizia, la vede presto esaurirsi e scopre di non potersi neppure mantenere nella fedeltà alla legge. Si rinchiude, isolandosi dal Signore e dagli altri, e per questo la sua vita si rende vana,
Nella fede, l’“io” del credente si espande per essere abitato da un Altro, per vivere in un Altro, e così la sua vita si allarga nell’Amore.

La fede non è un fatto privato, una concezione individualistica, un’opinione soggettiva, ma nasce da un ascolto ed è destinata a pronunciarsi e a diventare annuncio.

Cap 2° - se non crederete non comprenderete

questa verità affidabile di Dio è, come emerge nella Bibbia, la sua presenza fedele lungo la storia, la sua capacità di tenere insieme i tempi, raccogliendo la dispersione dei giorni dell’uomo.

La fede, senza verità, non salva, non rende sicuri i nostri passi. Resta una bella fiaba, la proiezione dei nostri desideri di felicità, qualcosa che ci accontenta solo nella misura in cui vogliamo illuderci.

Ma proprio per il suo nesso intrinseco con la verità, la fede è capace di offrire una luce nuova, superiore ai calcoli del re, perché essa vede più lontano, perché comprende l’agire di Dio, che è fedele alla sua alleanza e alle sue promesse.
Richiamare la connessione della fede con la verità è oggi più che mai necessario, proprio per la crisi di verità in cui viviamo.

La domanda sulla verità è, infatti, una questione di memoria, di memoria profonda, perché si rivolge a qualcosa che ci precede e, in questo modo, può riuscire a unirci oltre il nostro “io” piccolo e limitato. È una domanda sull’origine di tutto, alla cui luce si può vedere la meta e così anche il senso della strada comune.

È noto il modo in cui il filosofo Ludwig Wittgenstein ha spiegato la connessione tra la fede e la certezza. Credere sarebbe simile, secondo lui, all’esperienza dell’innamoramento, ….
In realtà, l’amore non si può ridurre a un sentimento che va e viene. Esso tocca, sì, la nostra affettività, ma per aprirla alla persona amata e iniziare così un cammino, che è un uscire dalla chiusura nel proprio io e andare verso l’altra persona, per edificare un rapporto duraturo; l’amore mira all’unione con la persona amata

Solo in quanto è fondato sulla verità l’amore può perdurare nel tempo, superare l’istante effimero e rimanere saldo per sostenere un cammino comune. Se l’amore non ha rapporto con la verità, è soggetto al mutare dei sentimenti e non supera la prova del tempo.

La verità che la fede ci dischiude è una verità centrata sull’incontro con Cristo, sulla contemplazione della sua vita, sulla percezione della sua presenza.

Una verità comune ci fa paura, perché la identifichiamo con l’imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell’amore, se è la verità che si schiude nell’incontro personale con l’Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune. Essendo la verità di un amore, non è verità che s’imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Nascendo dall’amore può arrivare al cuore, al centro personale di ogni uomo. Risulta chiaro così che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile,

L’uomo religioso cerca di riconoscere i segni di Dio nelle esperienze quotidiane della sua vita, nel ciclo delle stagioni, nella fecondità della terra e in tutto il movimento del cosmo.

Chi si mette in cammino per praticare il bene si avvicina già a Dio, è già sorretto dal suo aiuto, perché è proprio della dinamica della luce divina illuminare i nostri occhi quando camminiamo verso la pienezza dell’amore.

Cap 3° - vi trasmetto quello che ho ricevuto

La persona vive sempre in relazione. Viene da altri, appartiene ad altri, la sua vita si fa più grande nell’incontro con altri. E anche la propria conoscenza, la stessa coscienza di sé, è di tipo relazionale, ed è legata ad altri che ci hanno preceduto: in primo luogo i nostri genitori,

La fede non è solo un’opzione individuale che avviene nell’interiorità del credente, non è rapporto isolato tra l’“io” del fedele e il “Tu” divino, tra il soggetto autonomo e Dio. Essa si apre, per sua natura, al “noi”, avviene sempre all’interno della comunione della Chiesa.

Nel Battesimo diventiamo nuova creatura e figli adottivi di Dio. L’Apostolo afferma poi che il cristiano è stato affidato a una “forma di insegnamento” (typos didachés), cui obbedisce di cuore (cfr Rm 6,17). Nel Battesimo l’uomo riceve anche una dottrina da professare e una forma concreta di vita che richiede il coinvolgimento di tutta la sua persona e lo incammina verso il bene.

la fede, non può confessarla ancora da solo, e proprio per questo essa è confessata dai suoi genitori e dai padrini in suo nome. La fede è vissuta all’interno della comunità della Chiesa, è inserita in un “noi” comune. Così, il bambino può essere sostenuto da altri, dai suoi genitori e padrini, e può essere accolto nella loro fede, che è la fede della Chiesa, simbolizzata dalla luce che il padre attinge dal cero nella liturgia battesimale. Questa struttura del Battesimo evidenzia l’importanza della sinergia tra la Chiesa e la famiglia

l’asse della storia: l’Eucaristia è atto di memoria, attualizzazione del mistero, in cui il passato, come evento di morte e risurrezione, mostra la sua capacità di aprire al futuro, di anticipare la pienezza finale.
la preghiera del Signore, il Padre nostro. In essa il cristiano impara a condividere la stessa esperienza spirituale di Cristo e incomincia a vedere con gli occhi di Cristo.

Il Decalogo (le beatitudini) non è un insieme di precetti negativi, ma di indicazioni concrete per uscire dal deserto dell’ “io” autoreferenziale, chiuso in se stesso, ed entrare in dialogo con Dio, lasciandosi abbracciare dalla sua misericordia per portare la sua misericordia.

L’esperienza dell’amore ci dice invece che proprio nell’amore è possibile avere una visione comune, che in esso impariamo a vedere la realtà con gli occhi dell’altro, e che ciò non ci impoverisce, ma arricchisce il nostro sguardo.

il beato John Henry Newman quando enumerava, tra le note caratteristiche per distinguere la continuità della dottrina nel tempo, il suo potere di assimilare in sé tutto ciò che trova, nei diversi ambiti in cui si fa presente, nelle diverse culture che incontra,tutto purificando e portando alla sua migliore espressione.

Cap 4° - Dio prepara per loro una città

Essa non si configura solo come un cammino, ma anche come l’edificazione, la preparazione di un luogo nel quale l’uomo possa abitare insieme con gli altri.

Proprio grazie alla sua connessione con l’amore (cfr Gal 5,6), la luce della fede si pone al servizio concreto della giustizia, del diritto e della pace.

Senza un amore affidabile nulla potrebbe tenere veramente uniti gli uomini. L’unità tra loro sarebbe concepibile solo come fondata sull’utilità, sulla composizione degli interessi, sulla paura, ma non sulla bontà di vivere insieme, non sulla gioia che la semplice presenza dell’altro può suscitare.
essa ci aiuta a edificare le nostre società, in modo che camminino verso un futuro di speranza.

la fede permise di « esercitare la giustizia » (Eb 11,33). L’espressione si riferisce qui alla loro giustizia nel governare, a quella saggezza che porta la pace al popolo (cfr 1 Sam 12,3-5; 2 Sam 8,15)
la Lettera agli Ebrei accenna alla benedizione che si trasmette dai genitori ai figli (cfr Eb 11, 20-21). Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia.

i bambini imparano a fidarsi dell’amore dei loro genitori. Per questo è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli.
La storia di fede, fin dal suo inizio, è stata una storia di fraternità, anche se non priva di conflitti.
Dio vuol far partecipare tutti, come fratelli, all’unica benedizione, che trova la sua pienezza in Gesù, affinché tutti diventino uno. L’amore inesauribile del Padre ci viene comunicato, in Gesù, anche attraverso la presenza del fratello.

Al centro della fede biblica, c’è l’amore di Dio, la sua cura concreta per ogni persona, il suo disegno di salvezza che abbraccia tutta l’umanità e l’intera creazione e che raggiunge il vertice nell’Incarnazione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. Quando questa realtà viene oscurata, viene a mancare il criterio per distinguere ciò che rende preziosa e unica la vita dell’uomo. Egli perde il suo posto nell’universo, si smarrisce nella natura, rinunciando alla propria responsabilità morale, oppure pretende di essere arbitro assoluto, attribuendosi un potere di manipolazione senza limiti.

(la fede) ci aiuta a trovare modelli di sviluppo che non si basino solo sull’utilità e sul profitto, ma che considerino il creato come dono, di cui tutti siamo debitori; ci insegna a individuare forme giuste di governo, riconoscendo che l’autorità viene da Dio per essere al servizio del bene comune. La fede afferma anche la possibilità del perdono, che necessita molte volte di tempo, di fatica, di pazienza e di impegno; perdono possibile se si scopre che il bene è sempre più originario e più forte del male, che la parola con cui Dio afferma la nostra vita è più profonda di tutte le nostre negazioni. Anche da un punto di vista semplicemente antropologico, d’altronde, l’unità è superiore al conflitto; dobbiamo farci carico anche del conflitto, ma il viverlo deve portarci a risolverlo,



Il cristiano sa che la sofferenza non può essere eliminata, ma può ricevere un senso, può diventare atto di amore, affidamento alle mani di Dio che non ci abbandona e, in questo modo, essere una tappa di crescita della fede e dell’amore.
La fede non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida nella notte i nostri passi, e questo basta per il cammino. All’uomo che soffre, Dio non dona un ragionamento che spieghi tutto, ma offre la sua risposta nella forma di una presenza che accompagna, di una storia di bene che si unisce ad ogni storia di sofferenza per aprire in essa un varco di luce.
Gesù spiega il significato del “terreno buono”: « Sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza » (Lc 8,15).

Sintesi a cura di Pino Fricano – luglio 2013