mercoledì 25 dicembre 2013

Non facciamoci rubare la speranza! Buon Natale a tutti!

“Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata”
Questa è la  grande preoccupazione di Papa Francesco sul tempo che stiamo vivendo, preoccupazione  a cui prova a rispondere con la recente esortazione apostolica, partendo dalla Chiesa, dalla sua vita interna, dal suo rapporto con la società, passando  poi a quest’ultima per ritrovare il senso di una giustizia smarrita, per concludere con un invito a coltivare la speranza.

LA CHIESA  deve sperimentare una gestione democratica “ Non è opportuno che il Papa sostituisca gli Episcopati locali nel  discernimento di tutte le problematiche che si prospettano nei loro territori.  ….il Vescovo… in alcune circostanze dovrà camminare dietro al popolo, per aiutare coloro che sono  rimasti indietro e – soprattutto – perché il gregge stesso possiede un suo olfatto per individuare nuove strade.  …  con il desiderio di ascoltare tutti e non solo alcuni, sempre pronti a fargli i complimenti.  …abbandonare il comodo criterio pastorale del “si è fatto sempre così”.     Invito tutti ad essere audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori  delle proprie comunità. Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli”  Si tratta di un invito chiaro ad una gestione partecipata, condivisa, che interroga il presente e si fa contaminare, un invito forte ad uscire dal bozzolo  ed incontrare l’altro “la vita spirituale si confonde con alcuni momenti religiosi che offrono un certo sollievo ma che non alimentano l’incontro con gli altri, l’impegno nel mondo.    Nessuno si salva da solo, cioè né come individuo isolato né con le sue proprie forze. Dio ci attrae tenendo conto della complessa trama di relazioni interpersonali che comporta la vita in una comunità umana.”    Ai religiosi ed ai laici che intendono annunciare la buona novella, un invito altrettanto chiaro “Un predicatore è un contemplativo della Parola ed anche un contemplativo del popolo ogni volta che cerchiamo di leggere nella realtà attuale i segni dei tempi, è opportuno ascoltare i giovani e gli anziani. Entrambi sono la speranza dei popoli.   Gli anziani apportano la memoria e la saggezza dell’esperienza, che invita a non ripetere stupidamente gli stessi errori del passato.  I giovani ci chiamano a risvegliare e accrescere la speranza, perché portano in sé le nuove tendenze dell’umanità e ci aprono al futuro, in modo che non rimaniamo ancorati alla nostalgia di strutture e abitudini che non sono più portatrici di vita nel mondo attuale”.  Chi vuole annunziare “Non dice tanto quello che non si deve fare ma piuttosto propone quello che possiamo fare meglio. Inoltre, una predicazione positiva offre sempre speranza, orienta verso il futuro, non ci lascia prigionieri della negatività..   Anche in questa epoca la gente preferisce ascoltare i testimoni: «ha sete di autenticità […]  Reclama evangelizzatori che gli parlino di un Dio che essi conoscano e che sia a loro familiare, come se vedessero l’Invisibile … (che) Semplicemente desidera che guardiamo con sincerità alla nostra esistenza e la presentiamo senza finzioni ai suoi occhi, che siamo disposti a continuare a crescere, e che domandiamo a Lui ciò che ancora non riusciamo ad ottenere”
La Chiesa e le nostre comunità tutte “Più che mai abbiamo bisogno di uomini e donne che, a partire dalla loro esperienza di accompagnamento, conoscano il modo di procedere, dove spiccano la prudenza, la capacità di comprensione, l’arte di aspettare, la docilità allo Spirito, per proteggere tutti insieme le pecore che si affidano a noi dai lupi che tentano di disgregare il gregge. Abbiamo bisogno di esercitarci nell’arte di ascoltare, che è più che sentire. Per giungere ad un punto di maturità, cioè perché le persone siano capaci di decisioni veramente libere e responsabili, è indispensabile dare tempo, con una immensa pazienza
Credo proprio sia questa la necessità fondamentale del nostro tempo, uscire dall’equivoco della libertà libertina , per l’assunzione convinta di una libertà responsabile, che trova la forza per continuare il cammino. Così come “Non si può più affermare che la religione deve limitarsi all’ambito privato e che esiste solo per preparare le anime per il cielo.   Una fede autentica – che non è mai comoda e individualista – implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo, di trasmettere valori, di lasciare qualcosa di migliore dopo il nostro passaggio sulla terra”, occorre riprendere le strade dell’impegno, vincere ogni delusione, ad ognuno è dato di tornare a fare la sua parte.

LA SOCIETA è sempre più ingiusta “ Mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice.   Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria.   Perciò negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune   Ma fino a quando non si eliminano l’esclusione e l’inequità nella società e tra i diversi popoli sarà impossibile sradicare la violenza. Si accusano della violenza i poveri e le popolazioni più povere, ma, senza uguaglianza di opportunità, le diverse forme di aggressione e di guerra troveranno un terreno fertile che prima o poi provocherà l’esplosione” I movimenti di questi giorni ci interrogano, sono l’avvisaglia di un malessere che deve essere preso seriamente in considerazione ed impone ad ognuno di noi scelte di responsabilità.
“il possesso privato dei beni si giustifica per custodirli e accrescerli in modo che servano meglio al bene comune,  Un cambiamento nelle strutture che non generi nuove convinzioni e atteggiamenti farà sì che quelle stesse strutture presto o tardi diventino corrotte, pesanti e inefficaci.” Maggiore giustizia sociale, quindi,  non deve significare il ritorno a vecchi schemi ideologici a modelli falliti, deve significare che  «i più favoriti devono rinunciare ad alcuni dei loro diritti per mettere con maggiore liberalità i loro beni al servizio degli altri». “Per parlare in modo appropriato dei nostri diritti dobbiamo ampliare maggiormente lo sguardo e aprire le orecchie al grido di altri popoli o di altre regioni del nostro Paese.   Finché non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della … (inequidad), non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema” Bisognerà trovare la forza per resistere alle spinte xenofobe, provare a regolare i mercati dentro l’unico orizzonte, per noi, possibile l’Europa unita.
“La dignità della persona umana e il bene comune stanno al di sopra della tranquillità di alcuni che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Uno dei peccati che a volte si riscontrano nell’attività socio-politica consiste nel privilegiare gli spazi di potere al posto dei tempi dei processi.”  Chi si ritiene classe dirigente deve avere la capacità di comprendere  che “Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti…” è venuto il momento di andare oltre  una logica di rappresentanza, occorre tornare a costruire comunità “.chi sono quelli che nel mondo attuale si preoccupano realmente di dar vita a processi che costruiscano un popolo, più che ottenere risultati immediati che producano una rendita politica facile, rapida ed effimera” Alle spinte centrifughe occorre dare risposte unitarie “ Il conflitto non può essere ignorato o dissimulato. Dev’essere accettato. Ma se rimaniamo intrappolati in esso, perdiamo la prospettiva, gli orizzonti si limitano e la realtà stessa resta frammentata.Tutto questo non riguarda solo l’ambito socio-politico “il primo ambito in cui siamo chiamati a conquistare questa pacificazione nelle differenze è la propria interiorità, la propria vita, …” Occorre vincere “la concupiscenza che ci minaccia tutti. Tale realtà è sempre presente, sotto l’una o l’altra veste; deriva dal limite umano più che dalle circostanze.  ….evitare diverse forme di occultamento della realtà: i purismi angelicati, i totalitarismi del relativo, i nominalismi dichiarazionisti, i progetti più formali che reali, i fondamentalismi  antistorici, gli eticismi senza bontà, gli intellettualismi senza saggezza”

PENSARE  GLOBALE  E  AGIRE LOCALE – “ Anche tra la globalizzazione e la localizzazione si produce una tensione.  Bisogna prestare attenzione alla dimensione globale per non cadere in una meschinità quotidiana. Al tempo stesso, non è opportuno perdere di vista ciò che è locale, che ci fa camminare con i piedi per terra” Non potremo risolvere tutti i nostri problemi con un buon sindaco, con buoni consiglieri e dirigenti, ma è da lì che dobbiamo partire.
NON CI SONO ALTERNATIVE AL DIALOGO“ E’ tempo di sapere come progettare, in una cultura che privilegi  il dialogo come forma d’incontro, la ricerca di consenso e di accordi,  senza però separarla dalla preoccupazione per una società giusta,  capace di memoria e senza esclusioni” Questo vale per le questioni sociali ma anche per i rapporti tra le religioni e i non credenti  “ Per sostenere il dialogo con l’Islam è indispensabile la formazione adeguata degli interlocutori, non solo perché siano solidamente e gioiosamente radicati nella loro identità, ma perché siano capaci di riconoscere i valori degli altri, di comprendere le preoccupazioni soggiacenti alle loro richieste e di fare emergere le convinzioni comuni    …ci sentiamo vicini anche a quanti, non riconoscendosi parte di alcuna tradizione religiosa, cercano sinceramente la verità, la bontà e la bellezza…. Li sentiamo come preziosi alleati nell’impegno per la difesa della dignità umana, nella costruzione di una convivenza pacifica tra i popoli e nella custodia del creato.
NON FACCIAMOCI RUBARE LA SPERANZA – “siamo invitati a dare ragione della nostra speranza, ma non come nemici che puntano il dito e condannano …. vincere «il male con il bene»  E’ vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell'oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo, che presto o tardi produce un frutto”. In questi casi è d’obbligo ricordare Mandela, ma non scordiamoci di Gandhi di Teresa, spesso nella notte più buia si sono accese grandi luci. “Può succedere che il cuore si stanchi di lottare perché in definitiva cerca se stesso in un carrierismo assetato di riconoscimenti, applausi, premi, posti; allora uno non abbassa le braccia, però non ha più grinta, gli manca la risurrezione”  Quest’ultimo è un termine ostico per i non credenti, insieme possiamo usare il termine rinascita, così come  quando parliamo di fede possiamo assumere anche questo termine in positivo, valorizzando tutte le fedi. Per noi cristiani  “La fede significa anche credere in Lui, credere che veramente ci ama, che è vivo, che è capace di intervenire misteriosamente, che non ci abbandona, che trae il bene dal male con la sua potenza e con la sua infinita creatività   Crediamo al Vangelo che dice che il Regno di Dio è già presente nel mondo, e si sta sviluppando qui e là, in diversi modi   Poiché non sempre vediamo questi germogli, abbiamo bisogno di una certezza interiore, cioè della convinzione che Dio può agire in qualsiasi circostanza, anche in mezzo ad apparenti fallimenti,   …Uno è ben consapevole che la sua vita darà frutto, ma senza pretendere di sapere come, né dove, né quando …non va perduta nessuna generosa fatica, non va perduta nessuna dolorosa pazienza  A noi, in particolare,  è dovuto  essere portatori di speranza.        Buon Natale e buon anno!  

                                                                                                                                Pino Fricano

lunedì 9 dicembre 2013

Osservazioni al PRG: per una città moderna e vivibile

L'associazione Nuovi Bagheresi, in data 6 dicembre, ha presentato al Commissario ad acta per l'adozione del PRG e all'Assessorato regionale Territorio e Ambiente, alcune osservazioni  al Piano regolatore generale, finalizzate a dare un contributo di modernita' allo strumento urbanistico sotto il profilo del disegno urbano e dell'incentivazione allo sviluppo economico territoriale, incidendo su ambiti di cruciale importanza per il futuro della citta' di Bagheria: valorizzazione della frazione di Aspra e del fronte a mare della citta'; razionalizzazione della viabilita' e della mobilita'; riassetto della "mare-monti"; riqualificazione delle aree dismesse; salvaguardia ambientale, paesistica e dei beni culturali; Piano di recupero del centro storico e decoro urbano; prevenzione del contenzioso nelle aree interessate da Piani di lottizzazione in istruttoria alla data di adozione del piano.
Di seguito il testo dell'osservazione. 
Al Commissario per l'adozione del PRG
C/o uff. Urbanistica - c.so Umberto 165, Bagheria
All'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente
Via U. La Malfa 169 - 90146 Palermo
Oggetto: osservazioni al PRG adottato con delibera commissariale n 74. Del 9 ott. 2013.
Il sottoscritto Giacomo Aiello, nella qualita' di rappresentante legale dell'associazione Nuovi Bagheresi, con sede in Bagheria via del macello 63, con riferimento a quanto in oggetto, osserva e propone quanto segue.
1. Il Piano prevede una valorizzazione della frazione di Aspra e del fronte a mare della citta' migliorabile, in particolare prevede di destinare la Colonia Cirrincione a Istruzione superiore (Is), tranne che per l'area del porto, non prevede particolari sistemazioni delle zone a valle ed a monte della litoraea Ficarazzi-Aspra-Capo Zafferano ed in generale delle aree comprese nei 150 m. dalla battigia, infine non risolve la strozzatura del viale S. Isidoro all'altezza della villa, pertanto proponiamo:
a) la previsione nelle NTA di norme che prevedano, la' dove gli enti preposti all'istruzione superiore non fossero interessati all'utilizzo della Colonia per questa finalita', la destinazione a struttura turistico ricettiva e spa talossoterapica, l'inserimento tra gli allegati al piano, quale prescrizione esecutiva, del progetto redatto dall'ing. E. Ciralli per la sistemazione dell'area marina e terrestre di pertinenza della barriera frangiflutti;
b) la previsione di sviluppo del percorso pedonale-ciclabile/sbocco a mare Aspra-Sarello per l'intera fascia costiera:
- ad est, delimitando la zona demaniale sino a Capo Zafferano, agganciando tutti i beni confiscati e collegandoli con la strada litoranea, inserendo su questa, nei pressi dei collegamenti, aree di parcheggio;
- ad ovest, a valle della litoranea, dal porto al fiume Eleuterio, risalendolo, a margine dell'area vincolata del fiume, sino al confine sud del territorio comunale;
c) la previsione di strade con sezione pari a 10 m. di collegamento tra viale S. Isidoro e c.so B. Scaduto, a valle della Villa allargando l'attuale strada all'altezza del rifornimento di benzina, a monte , prolungando sino al cimitero;
d) la previsione di un collegamento tra via A. Scordato e via Solunto, in modo da consentire l'attraversamento est-ovest dell'abitato e la pedonalizzazione del fronte a mare; di allargare l'area di fronte, su corso B. Scaduto, della zona D di pertinenza della vini corvo, in modo da consentire la realizzazione di un punto di degustazione/vendita vini.
2. Il Piano presenta soluzioni interessanti sul piano della viabilita' che prevedono una serie di nuovi interventi, data la persistente crisi di finanza pubblica appare parimente utile razionalizzare la viabilita' esistente, per cui proponiamo :
a) Il superamento della cesura territoriale rappresentata dall'autostrada con la previsione di allargamento delle sezioni stradali delle vie esistenti a monte ed a valle di questa e valorizzando al meglio gli attuali sottopassi in c.da Serradifalco (confine S. Flavia), Scotto e Cordova ; data la previsione di una uscita autostradale in zona Serradifalco, al fine di fluidificare il traffico dell'attuale svincolo, pare opportuno prevedere l'eliminazione dell'attuale uscita; sempre al fine di fluidificare il traffico appare opportuno prevedere delle rotatoie all'innesto di via citta' di Palermo con via Liberta', via Dante ed all'altezza del sottoponte ferroviario; all'innesto della circonvallazione est, De Spuches-Papa Giovanni con la provinciale per Casteldaccia, la strada che lambisce il parco di Villa Valguarnera, la via Roccaforte (per S.Flavia) e via Mattarella, sulla falsariga di quella esistente tra
via Mattarella e via N. Bixio;
b) Il superamento della la cesura territoriale rappresentata dalla ferrovia con la previsione di una copertura, sopra i cavi di alimentazione delle motrici, realizzando un percorso pedonale/ciclabile, a quota + 5 m. circa rispetto a quella dei binari, tra il Palazzetto dello sport e Villa Cattolica, raccordato con scivoli all'inizio, alla fine ed all'altezza della Stazione/pal. Cuto';
c) L'innesto a raso nelle testate del percorso pedonale/ciclabile prima descritto di ulteriori piste con sviluppo ad anello fino a raggiungere lo svincolo, ad est lambendo via Papa Giovanni- via De Spuches - l'area della Montagnola, ad ovest i parco del Monaco come appresso definito.
3. Il piano per dare un nuovo assetto alla "mare-monti" e recuperare i PDL confermati da sentenze, elimina il parco del Monaco e risistema la viabilita' a margine, volendo recuperare l'idea del "braccio di bosco" tra l'autostrada e la statale, prevista dal piano del 2012, si propone:
a) di ridisegnare la viabilita' parallela a via citta' di Palermo prevedendo il collegamento, a doppia corsia, tra la strada antistante le case popolari Monaco e la strada antistante la caserma dei Carabinieri, seguendo, piu' o meno, il tracciato del precedente piano confermata nella proposta di massima, con adeguati innesti all'altezza della ferrovia, di via Dante, via Liberta e Villarosa;
b) di prolungare il serpentone con vincolo idrogeologico, che si sviluppa dalla statale al prolungamento di via Morana, a monte sino a Villarosa, a valle sino a mare, prevedendone a monte una sezione media di 50 m., a valle occupando la fascia di rispetto della mare-monti, con una sistemazione a verde attrezzato per il footing e, ai margini, a pista ciclabile, consentendo l'eventuale recupero della cubatura persa alle limitrofe zone C, al fine di non ledere i diritti maturati, prevedendo inoltre nelle convenzioni, la cessione e sistemazione, a scomputo degli oneri di urbanizzazione .
4. Il piano risolve parzialmente il problema della riqualificazione delle aree dismesse, Montagnola, Sicilcalce, Oli Eros, Industria del pesce, ex IPAB S. Domenico/S.Giuseppe/Casa del fanciullo, noi proponiamo:
a) per gli immobili della montagnola ex CAS, la destinazione prevista nelle volonta' testamentarie per la fondazione che ha ereditato, cioe' residenza per anziani o RSA (ZTO Da);
b) per l'area Sicilcalce/mulino Cuffaro, al fine di assicurare un rapido recupero, d'iniziativa privata, che riqualifichi l'intero comparto di villa Cattolica, l'utilizzo della cubatura esistente, per interventi di ristrutturazione, per le componenti piu' significative di archeologia industriale, di demolizione e ricostruzione per il resto, con destinazione polivalente a servizi culturali, commerciali, turistico ricettivi residenziali e la previsione di ampie zone di parcheggio e a verde (ZTO B1/D1/D3/Ds) ;
c) per l'area Oli Eros, come prima, con possibilita' di incremento della cubatura esistente del 25% , da recuperare con edifici a torre a destinazione turistico ricettiva, in caso di progetti integrati con la limitrofa area portuale;
d) per gli edifici utilizzati per la lavorazione del pesce, la precedenza nell'assegnazione di aree nell'area industriale ed il riuso con destinazione polivalente ;
e) per i 3 edifici ex IPAB, per i quali e' prevista la vendita, al fine di garantire una facile e conveniente dismissione da parte del Comune, va prevista similare destinazione polivalente.
5. Il Piano prevede norme specifiche di salvaguardia ambientale, paesistica e dei beni culturali, per cui risulta superato il vincolo a suo tempo decretato per la persistente assenza di pianificazione urbanistica, a tal fine si propone l'integrazione dell'art. 67 NTA, considerando il regime vincolistico del DPR 4992/'67 decaduto, alla data di emanazione del decreto di approvazione del nuovo PRG, da concordare tra ARTA ed Assessorato ai Beni Culturali, in quanto le sue previsioni si intendono assorbite e specificate da quanto disposto dall' articolo 62 al 79 delle NTA e piu' in generale nelle previsioni del nuovo PRG, che assume anche le valenze di pianopaesistico;
6. Il Piano di recupero per il centro storico prevede specifiche norme di salvaguardia e ripristino del decoro urbano, per favorire un il recupero degli edifici costruiti dopo gli anni '60, disomogenei rispetto alle tipologie storiche prevalenti, appare opportuno integrare le NTA con specifiche norme che prevedano in caso di
manutenzione straordinaria, ristrutturazione o demolizione e ricostruzione, l'obbligo al rispetto delle altezze e delle finiture degli edifici storici limitrofi, con possibilita' di recupero della cubatura, maggiorata del 40% nelle aree di compensazione urbanistica, con abbattimento degli oneri di urbanizzazione;
7. Come accennato al punto 3 il Piano prevede, in parte, il recupero dei diritti maturati col Piano del '76, rivedendo le destinazioni in zona Monaco ed in altre piccole aree, prevedendo inoltre norme di perequazione finalizzate a raffreddare il contenzioso; riteniamo che, al fine di garantire equita' di opportunita' ed effettuare una ricognizione, e' opportuno inserire nel nuovo strumento urbanistico, la' dove non venga riproposta la destinazione originaria o a zona F2, i piani di lottizzazione ed i progetti relativi a zone B e C del piano vigente, in istruttoria alla data di adozione, prevedendo la destinazione F2 bis, ad attrezzature oggetto di specifica perequazione.
Si allega copia degli elaborati con indicazione delle proposte avanzate.
Bagheria 6 Dicembre 2013
L'osservante
Associazione Nuovi Bagheresi

mercoledì 27 novembre 2013

Noi e il M5S per un'area verde a piazza Sant'Antonio: presentata osservazione al nuovo PRG

Fonte: Il Grillo di Bagheria
Venerdì 22 novembre il Movimento Cinque Stelle Bagheria e l’Associazione Nuovi Bagheresi hanno presentato all’ufficio protocollo del Comune di Bagheria un’osservazione al nuovo Piano Regolatore, recentemente approvato, richiendo la modifica della destinazione a zona B, dell’aerea verde situata davanti la chiesa di Sant’Antonio.
L’aerea verde di circa 1500 mq, si trova tra via Sant’Antonio, via del Macello, via Serradifalco e via G. Deledda.
Questo lotto è stato fino ad ora oggetto di contrasti tra l’amministrazione comunale e i proprietari -favorevoli all’edificazione- e i residenti della zona – favorevoli ad una destinazione del terreno a verde pubblico-.
Il motivo di questa richiesta nasce dal fatto che  nel quartiere non esiste un’area che funga da “polmone verde” per la zona e  non ci sono luoghi e servizi per lo svago e la socializzazione.
Esiste, poi, la necessità, in questo quartiere, di mitigare l’impatto urbanistico dei tipici palazzi anni ’80 (5 piani),  che si contrappongono  alla fabbrica architettonica della Chiesa e del Convento.
Inoltre, nei pressi della Chiesa, non ci sono parcheggi, e questa situazione porta notevoli disagi alla viabilità di una zona che vede un notevole afflusso di gente per le numerose manifestazioni religiose e culturali. Questo luogo di culto, quindi, necessita di essere tutelato, dando spazio ad una complessiva riqualificazione del quartiere.
Lo scorso 14 luglio il Movimento Cinque Stelle Bagheria e l’Associazione Nuovi Bagheresi hanno accolto le istanze degli abitanti del quartiere, raccogliendo circa 150 firme  volte alla creazione di un parco pubblico o di uno spazio di verde attrezzato.
In Nuovo Piano Regolatore, però, sembra tarpare le ali alla realizzazione di tale progetto, in quanto ha destinato parte dell’aerea in questione a zona edificabile B2.
Già nel 2007 i cittadini residenti nel quartiere avevano presentato un’osservazione/opposizione al Piano Regolatore Stralcio adottato con deliberazione commissariale n. 46 del 05/06/2006, indirizzandola  alla Segreteria Generale del Comune di Bagheria, al Capo Settore Urbanistica, ai Progettisti del Piano Regolatore Stralcio e al Sindaco  .
L’opposizione in questione allora venne soltanto parzialmente accolta  nel senso della perequazione: l’area resta per la maggior parte destinata a zona edificabile B2, per la restante destinata a verde pubblico.
Vista la non accettazione totale della richiesta, negli anni i cittadini del quartiere hanno reiterato la loro richiesta  con petizioni rivolte al Comune di Bagheria, al Direttore Generale del Dipartimento Urbanistica Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, al Prefetto di Palermo, alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. E P.I., al Ministero della Giustizia-Direzione Nazionale Antimafia, al Ministero degli Interni e alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia, in data 17/10/2007, 19/05/2010, 28/06/2010  e 22/11/2010.
Oggi, a seguito dell’adozione  del nuovo PRG, puntualmente si ripresenta il rischio di una smisurata espansione del cemento, in una città famosa per le proprie ville settecentesche, ma che ancora oggi è priva di un parco urbano a fruizione pubblica.
Presentando oggi questa opposizione all’applicazione alla destinazione programmata per questa area il Movimento Cinque Stelle e l’Associazione Nuovio Bagheresi vogliono tutelare la salute di questo quartiere e la vivibilità dello stesso in termini di viabilità, socializzazione e rispetto dell’ambiente

venerdì 9 agosto 2013

Piazza Butera: riscontro positivo per la nostra richiesta di riapertura al pubblico

Con piacere constatiamo che a seguito della nostra sollecitazione all'Amministrazione comunale per la riapertura al pubblico di piazza Butera, con nota presentata  in data 25 luglio, l'assessore al Verde pubblico Massimo Mineo ha annunciato stamane che, a partire da lunedì 12 agosto, la piazza tornerà ad essere fruibile ogni giorno, anche se ancora in una fascia oraria limitata.
Di seguito il comunicato diramato dall'Ufficio Stampa del Comune di Bagheria:
Bagheria, 08/08/2013 – A partire da lunedì prossimo, 12 agosto 2013, piazzetta Butera sarà nuovamente fruibile ogni giorno, per il momento dalle ore 9.00 alle 13.00.

A comunicarlo l’assessore al Verde Pubblico, Massimo Mineo, che ha attivato una squadra per la pulizia straordinaria della villa che era stata ridotta in pessime condizioni per gli escrementi dei cani, per atti di vandalismo e incuria.

La villetta sarà gestita da un operatore che l’aprirà e la chiuderà ogni giorno, negli orari comunicati e controllerà che nessuno sporchi e compia gesti incivili.
“Prossimamente – spiega l’assessore – si procederà ad un avviso pubblico per concederne la gestione ad un associazione così come già fatto per villetta Ugdulena e si potrà prevedere un ampliamento dell’orario di apertura”.

Non è possibile infatti lasciarla aperta 24 ore su 24 perché la villetta pubblica è stata oggetto di bagordi notturni, di atti di vandalismo e veniva usata per dai padroni dei cani che abbandonavano gli escrementi dei loro animali indiscriminatamente senza procedere alla raccolta come dalle previste ordinanze sull’argomento.

“Auspico che la villa possa essere utilizzata dalle famiglie e dai bambini per poter giocare all’aria aperta e siano curata da tutti come bene comune, come se fosse casa nostra – dice l’assessore Mineo – e spero soprattutto che i proprietari dei cani capiscano che il suolo pubblico o di pubblico accesso (strade, marciapiedi, portici, piazza, zone verdi, zone attrezzate per bambini, ecc.) non può essere insudiciato a causa degli escrementi degli animali, con conseguenti rischi per la salute dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più esposte, quali bambini, ipovedenti e anziani”.
_______________________
M.M.
Ufficio stampa
www.comune.bagheria.pa.it
tel./fax: 091.943279
mobile: 3470014952

martedì 6 agosto 2013

Altro che luminarie...a Bagheria è buio pesto!

Durante l'ultima settimana i principali assi viari di Bagheria sono
stati caratterizzati dalle consuete luminarie della festa patronale,
tuttavia ci si dimentica che già da alcuni mesi, in varie zone della
città, è buio pesto. Si tratta precisamente di via Lo Bue, via
Senofonte, via Saffo, via Capaci, via Cutò, via Lampedusa, via
Tarantino, nonché piazza Monsignor Cipolla ad Aspra e varie altre zone
del territorio bagherese. I cittadini interessati dal servizio hanno
già segnalato l'incresciosa situazione ad alcune testate
giornalistiche locali, evidenziando come, rivoltisi all' Enel, questa
abbia risposto che la rete di illuminazione pubblica del territorio
viene gestita da una diversa società, verso la quale, molto
probabilmente, il Comune di Bagheria risulterebbe moroso. C'è da
ricordare che, a prescindere da tale risposta, l'illuminazione
pubblica rientra, ai sensi del D.M. 28 maggio 1993, in virtù della
delega contenuta all'art. 11 del D.L. 18 gennaio 1993 n. 8, tra i
servizi indispensabili, il cui impianto è obbligatorio per le
amministrazioni locali, le quali sono tenute a fornire il servizio
indipendentemente dalle disponibilità finanziarie.
La situazione in questione, la quale peraltro configura la fattispecie
di interruzione di pubblico servizio, solleva inevitabilmente molti
interrogativi, o meglio preoccupazioni, sulla situazione finanziaria
dell'Ente, che inevitabilmente si ripercuote sul livello dei servizi
erogati alla cittadinanza. Il Comune di Bagheria si trova attualmente
in un a situazione di vero e proprio stallo amministrativo e
finanziario, conseguente alla mancata approvazione del Piano di
riequilibrio, nonché alla contestuale assenza della misura alternativa
allo stesso Piano, ossia la dichiarazione di dissesto. Un vero e
proprio "limbo dantesco" insomma, che rende difficile anche solo
prevedere, allo stato attuale, le possibilità e i tempi di
ripianamento delle passività dell'Ente, precludendo qualsiasi velleità
di sviluppo economico. E' doveroso dunque, al di là della situazione
particolare esposta con la nota che segue (e già inoltrata
all'Amministrazione) un invito agli amministratori di questa città ad
un'assunzione generale di responsabilità nei confronti di un
territorio e di una cittadinanza pesantemente mortificati.

Al Signor Sindaco del Comune di Bagheria
All'Assessore ai Lavori Pubblici e Servizi a rete
Al Dirigente del II Settore-Lavori Pubblici
Oggetto: ripristino del servizio di illuminazione pubblica
Il sottoscritto Giacomo Aiello, presidente dell'associazione Nuovi
Bagheresi, con sede legale in via
del macello n. 63 (tel. 3278463962; e-mail: nuovibagheresi@hotmail.it)
Considerato che:
– già da alcuni mesi il servizio di illuminazione pubblica risulta
interrotto in via Lo Bue, via
Senofonte, via Saffo e zone contigue, nonché in via Capaci, via Cutò,
via Lampedusa, via
Tarantino, nonché ad Aspra in piazza Monsignor Cipolla ed in numerose
altre zone della
frazione;
– il servizio di pubblica illuminazione, ai sensi del D. M. 28 maggio
1993, in virtù della delega
contenuta all'art. 11 del D.L. 18 gennaio 1993 n. 8, costituisce
servizio indispensabile il cui
impianto è previsto come obbligatorio per le amministrazioni locali, e
che l'ente locale deve
garantire a prescindere dalla disponibilità finanziaria;
– l'assenza di pubblica illuminazione comporta una situazione di
rischio per l'incolumità e la
sicurezza pubblica, incentivando atti vandalici e di micro-criminalità;
– la situazione in oggetto configura la fattispecie di “interruzione
di un ufficio o servizio pubblico
o di un servizio di pubblica necessità” prevista dall'art. 340 c.p.
Con la presente
CHIEDE
il ripristino in via immediata del servizio di illuminazione pubblica
nelle vie e nelle zone suddette.
Bagheria, 6 agosto 2013

 Associazione Nuovi Bagheresi

venerdì 26 luglio 2013

Nota all'Amministrazione comunale: si tuteli la salute pubblica e si risolva la questione viabilità

Come preannunciato nelle scorse settimane, l'associazione Nuovi Bagheresi, in data 25 luglio, ha richiesto formalmente all'Amministrazione comunale di  sollecitare un intervento dell’A.R.P.A. volto alla rilevazione dei livelli di inquinamento nelle strade del centro storico prossime al Corso Umberto.  Con la medesima nota sono stati altresì richiesti  interventi nel breve e nel lungo periodo per la risoluzione dell’annoso problema della viabilità, tra i quali l’accelerazione dell’iter di approvazione del Piano urbano della mobilità.  Di seguito il testo della nota: 



Al Sindaco del Comune di Bagheria
All'Assessore alla Polizia Municipale e Viabilità
All'Assessore all'Igiene ambientale



Oggetto: richiesta di rilevazione livello di inquinamento nel centro storico ed accelerazione proceso di adozione del PUT (Piano urbano del traffico)


Il sottoscritto Giacomo Aiello, presidente dell'associazione “Nuovi Bagheresi”, con sede in via del macello 63 (e-mail: nuovibagheresi@hotmail.it; cell: 3278463962)

Considerato che:
  • in seguito alla chiusura al traffico nel corso Umberto I, le vie ad esso attigue (così come tutto il centro storico), peraltro larghe solo pochi metri, si trovano esposte ad una concentrazione di traffico veicolare assai elevata, con conseguente elevato livello di inquinamento provocato dai gas di scarico;
  • il PUM (Piano urbano della mobilità)  risulta tra i progetti finanziati nell'ambito del PISU (Piano integrato di sviluppo urbano) e necessita dell'approvazione del Consiglio Comunale quale organo competente in materia di pianificazione e programmazione

Con la presente

CHIEDE

  • di sollecitare un intervento dell' A.R.P.A. ( Agenzia regionale per la protezione ambientale), volto a rilevare il tasso di inquinamento nelle strade del centro storico attigue al Corso Umberto;
  • di accelerare il processo di adozione del Piano urbano della mobilità, che potrebbe prevedere, tra le altre, le seguenti misure:
    - l'istituzione di una ZTL (zona a traffico limitato) nel centro storico, più facilmente individuabile nella zona sud-est (via Damuselli, via Scordato, via Trabia, via del Cavaliere, via Palagonia);
    - l'individuazione di aree da adibire a parcheggi auto, per esempio nei pressi di via Libertà;
    - l'introduzione di un bus elettrico che colleghi le aree adibite a parcheggio con il Corso Umberto e il centro storico;
  • inquadrare e armonizzare le soluzioni in tema di viabilità con il nuovo Piano Regolatore Generale, e in particolare con il Piano di recupero del centro storico.

Bagheria, 25 luglio 2013

Associazione Nuovi Bagheresi

Piazza Butera, un'oasi da valorizzare

L'associazione Nuovi Bagheresi, che da anni opera sul territorio a tutela di interessi diffusi, ha presentato in data 25 luglio una nota all'Amministrazione comunale di Bagheria, chiedendo  la riapertura al pubblico di piazza Butera, i cui cancelli risultano chiusi da circa dieci giorni senza una reale motivazione,  e proponendo nel contempo la gestione della piazza in convenzione con privati, ai fini di della cura, valorizzazione, animazione degli spazi interessati. Di seguito il testo della nota: 

Al Sindaco del Comune di Bagheria
All'Assessore al Verde e Arredo Urbano
Al Dirigente del II Settore Lavori pubblici




Oggetto: richiesta apertura al pubblico di piazza Butera

Il sottoscritto Giacomo Aiello, presidente dell'associazione “Nuovi Bagheresi” con sede in via del macello 63 (e-mail: nuovibagheresi@hotmail.it, cell. 3278463962)

Considerato che:
  • successivamente alle operazioni di pulizia svolte nelle scorse settimane, i cancelli di piazza Butera risultano chiusi da circa dieci giorni e dunque la stessa non è accessibile al pubblico;
  • piazza Butera costituisce uno dei pochi spazi urbani sottratti al traffico veicolare e fruibili non solo dai residenti della zona, ma da tutta la cittadinanza;
  • le motivazioni della chiusura risultano ad oggi sconosciute

Con la presente

CHIEDE

  • l'immediata riapertura al pubblico di piazza Butera;
  • di considerare l'opportunità di gestire l'area interessata in convenzione con operatori privati, quali associazioni no profit, organizzazioni ricreative o esercizi commerciali, ai fini della cura, valorizzazione e animazione della piazza.

Si allega documentazione fotografica.


Bagheria, 25 luglio 2013



 Associazione Nuovi Bagheresi