Buon 2015 dai Nuovi Bagheresi! Che il nuovo anno possa regalarci un impegno ancor più forte e generoso per la nostra comunità!
giovedì 1 gennaio 2015
lunedì 8 dicembre 2014
Anche Noi alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR)
Venerdì 28 novembre presso l'aula consiliare di Bagheria abbiamo preso parte, insieme alle associazioni Cittadinanzattiva, Noi Cittadini, Net Left, e Zero Waste Sicilia, ad un'assemblea pubblica sulla "Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti" (SERR), iniziativa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti.
L'incontro, che ha visto la partecipazione di gruppi civici e liberi cittadini, ha prodotto un interessante e costruttivo dibattito, moderato dalla giornalista Viviana Lamesta.
Il coordinatore di Cittadinanzattiva, dott. Giuseppe Fricano,
ha fatto conoscere l’associazione, presente a livello nazionale da quarant’anni, estesa anche a livello europeo,
impegnata a portare la voce dei cittadini all’interno delle istituzioni e delle
amministrazioni di turno su problematiche di interesse collettivo, fornendo ai cittadini un punto di riferimento
nazionale, che insieme alle forze locali potrebbe essere di aiuto ad affrontare
i molteplici problemi che affliggono la nostra società.
Interessanti i dati occupazionali e di risveglio economico, argomentati
dal coordinatore, che una “società di riuso dei rifiuti” sarebbe in
grado di offrire.
Letizia Ferrante ha puntato sulla mobilizzazione del
territorio invitando i cittadini e le associazioni ad essere più uniti e
partecipi nella gestione dei servizi al fine di rilevare le criticità e
maturare proposte ( diverse le leggi che danno diritto ai cittadini di partecipare nella gestione dei servizi e di esercitare un legittimo diritto di controllo sulla regolare erogazione degli stessi). Altro appello: ha invitato le
parti politiche a superare gli steccati di parte e lavorare insieme , in piena
armonia e trasparenza con i cittadini, in nome dell’obbiettivo bene comune ed
ha fornito dati e leggi che mirano ad informare il cittadino e sviluppare il
senso critico. Durante l’esposizione la relatrice ha fornito dati nazionali e regionali che hanno messo in
rilievo le emblematiche contraddizioni della gestione rifiuti di cui è vittima
il nostro Paese: paradossalmente, dove si paga di più il servizio peggiora. Le
tariffe aumentano di più nelle zone del Paese a basso reddito, dove stenta a
decollare la differenziata. Non riciclare non comporta solo costi ambientali , maggiori costi
gestionali, ma anche multe a carico degli Stati membri della Comunità europea,
per il mancato adeguamento alla normativa. Chi più inquina più paga.
Giusi Sanfilippo (
Net Left) ha parlato della strategia rifiuti zero illustrandoci come
ognuno di noi anche a livello casalingo può ridurre rifiuti che finiscono in discarica ( con i
relativi costi a carico della collettività: discarica, trasporto e
mezzi), mettendo in evidenza che ridurre i rifiuti equivale anche a ridurre i
costi a carico delle famiglie. Interessante l’esperienza personale della
coordinatrice che a livello familiare usa prodotti naturali che costano poco:
danno buoni risultati e producono meno rifiuti
Giacomo Aiello ( Nuovi Bagheresi) ha portato alla
collettività uno studio approfondito sulla gestione dei rifiuti, puntando l’intervento
sul Piano Rifiuti Regionale e sul piano rifiuti di Bagheria. La città è dotata
di un piano già approvato dalla Regione, ma non ancora attuato dalla nuova
amministrazione. Il piano consentirebbe, attraverso l’indizione di una gara
d’appalto europea, di risparmiare fino a 3 milioni di euro l’anno. Si è fatta
una analisi sulla possibilità di attivare una SPA sul territorio comunale, per
la gestione dei rifiuti, così come appare essere nelle intenzioni
dell’amministrazione comunale; si è parlato di pro e di contro di una gestione in house, con esempi concreti
di esperienze fatte da altri Paesi.
Totò Aiello ( Zero Waste Sicilia), da esperto
nel settore ha illustrato bene la strategia rifiuti zero ha
puntato sugli sprechi alimentari che finiscono tra i rifiuti, peraltro tema centrale di quest'edizione della SERR. Ha fornito esempi
di rifiuti che finiscono immotivatamente in discarica con i relativi costi ( esempio scarti di prodotti agricoli che
potrebbero essere lasciati nelle campagne). Interessante la riflessione di come
è cambiata la società e di come ci siamo ridotti ad agire contro natura, dove
tutto nasce, cresce, muore , si auto distrugge e si ricicla
Non sono mancati gli interventi del pubblico che hanno messo
in evidenza la scarsa comunicazione della nuova amministrazione e l’assenza di
una figura istituzionale al dibattito che avrebbe potuto meglio chiarire quali
atti di indirizzo si intendono dare per la gestione dei rifiuti. Delusi
dell’iniziale rivoluzione dei rifiuti che in realtà non hanno visto e allarmati ancor di più dalle
notizie da parte dei media di nuovi acquisti e noli, i cittadini chiedono alle associazioni che hanno
organizzato l’evento di stimolare l’amministrazione a fornire una corretta
informazione e delucidazione di
programma e intenti. Le associazioni hanno chiarito di aver fatto richiesta
esplicita ed aperta, anche attraverso comunicati stampa, per invitare l’amministrazione
ed in particolare il sindaco Patrizio Cinque e l’assessore al ramo Fabio
Atanasio e la dirigenza in questione, a fornire una rendicontazione alla
cittadinanza.
Attendiamo ancora risposta.
Comunicato a cura di: Letizia Ferrante e Viviana Lamesta
venerdì 21 febbraio 2014
Il Piano di zona non è di chi lo fa, ma di chi lo riceve
Non si può abusare della parola "assistenzialismo" per coprire logiche di privilegio ormai stantìe. E' quanto abbiamo affermato nel nostro intervento alla prima Conferenza di servizi per la programmazione del Piano di zona 2013-2015 del Distretto Socio-sanitario 39, svoltasi a Casteldaccia lo scorso 19 febbraio. La drastica riduzione (più del 70%, da 1.400.000 a 400.000 euro) delle risorse del Fondo Nazionale politiche sociali destinate al nostro Distretto impone una netta inversione di tendenza rispetto ai precedenti Piani di zona, attuati con modalità secondo le quali i maggiori beneficiari della formazione e dell'assistenza si rivelano paradossalmente i formatori e gli assistenti, invece che i formati e gli assistiti. In un momento storico nel quale molte famiglie vivono ai limiti della sopravvivenza, non possiamo più permetterci di compiere gli stessi errori che nel recente passato hanno portato alla rimodulazione del Piano: 70% delle risorse disponibili destinate alla retribuzione di figure professionali, cifre spropositate per il finanziamento dell'azione di sistema inerente all'Ufficio Piano.In questo contesto, è invece necessaria una decisa azione di contrasto alla povertà da parte di istituzioni, rappresentati e associazioni del terzo settore, perché le politiche sociali siano davvero "sociali".
Perché il piano di zona non è di chi lo fa, ma di chi lo riceve.
lunedì 17 febbraio 2014
Insieme ad associazioni e movimenti: dissesto misura più equa per comunità bagherese
Associazioni e movimenti si sono riunite sabato 15 e domenica 16 a Piazzetta Alfano, Corso Umberto I, per distribuire volantini informativi sulla critica situazione debitoria dell'Ente Comune di Bagheria. Dopo gli incontri avuti con il sindaco Vincenzo Lo Meo e con esperti di contabilita' si e' infatti giunti alla conclusione che la migliore soluzione per il nostro paese sia la dichiarazione di dissesto per via delle inadeguate risposte pervenute dall'amministrazione comunale sui debiti fuori bilancio, che ad oggi ammontano secondo le ultime indiscrezioni a 60 milioni di euro, e per via di un Piano di Riequilibrio che si vorrebbe proporre alla cittadinanza, ma che pare necessiti dell'apertura di ben 4 mutui che pagherebbero i bagheresi.
Le associazioni ritengono che sia arrivato il momento di fare un'operazione verita' che permetta di individuare i responsabili di tale situazione debitoria. I cittadini pagheranno comunque lo scotto di questi errori con l'aumento al massimo delle tasse. Obiettivo del volantinaggio e' stato rendere consapevoli quanti piu' cittadini possibile su cio' che accade negli uffici comunali. Per decisione unanime i volantini hanno riportato
sigle politiche o associative, essendo la tematica di interesse comune.
Noi Cittadini
Nuovi Bagheresi
Movimento 5 Stelle
e numerosi cittadini
Nuovi Bagheresi
Movimento 5 Stelle
e numerosi cittadini
sabato 8 febbraio 2014
Debiti fuori bilancio del Comune: vogliamo chiarezza
Venerdì 7 febbraio un gruppo di cittadini ha presentato un'istanza al Comune di Bagheria per avere chiarezza sulla situazione debitoria dell'ente. Promotori di questa azione sono le associazioni bagheresi "Noi cittadini" e "Cittadinanza attiva", il "Movimento Cinque Stelle Bagheria" e l'associazione "Nuovi Bagheresi".
Si tratta di una richiesta di trasparenza e informazione a tutta la cittadinanza riguardante i debiti fuori bilancio, che ammontano a più di 60.000.000 di euro, da dilazionare in un decennio in caso di approvazione del piano di riequilibrio finanziario.
Durante la mattinata molti cittadini hanno sposato la proposta delle associazioni, firmando il documento in questione.
CITTADINANZA ATTIVA
NOI CITTADINI
MOVIMENTO CINQUE STELLE
NUOVI BAGHERESI
mercoledì 25 dicembre 2013
Non facciamoci rubare la speranza! Buon Natale a tutti!
“Il
grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta
di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e
avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata”
Questa è
la grande preoccupazione di Papa
Francesco sul tempo che stiamo vivendo, preoccupazione a cui prova a rispondere con la recente
esortazione apostolica, partendo dalla Chiesa, dalla sua vita interna, dal suo
rapporto con la società, passando poi a
quest’ultima per ritrovare il senso di una giustizia smarrita, per concludere
con un invito a coltivare la speranza.
LA CHIESA
deve sperimentare una gestione democratica “ Non è opportuno che il Papa sostituisca gli Episcopati locali
nel discernimento di tutte le
problematiche che si prospettano nei loro territori. ….il Vescovo… in alcune circostanze dovrà camminare
dietro al popolo, per aiutare coloro che sono rimasti indietro e – soprattutto – perché il
gregge stesso possiede un suo olfatto per individuare nuove strade. … con
il desiderio di ascoltare tutti e non solo alcuni, sempre pronti a fargli i
complimenti. …abbandonare il comodo
criterio pastorale del “si è fatto sempre così”. Invito tutti ad essere audaci e creativi in questo
compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi
evangelizzatori delle proprie comunità.
Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture
che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici
implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli” Si tratta di un invito chiaro ad una
gestione partecipata, condivisa, che interroga il presente e si fa contaminare,
un invito forte ad uscire dal bozzolo ed
incontrare l’altro “la vita spirituale si
confonde con alcuni momenti religiosi che offrono un certo sollievo ma che non
alimentano l’incontro con gli altri, l’impegno nel mondo. Nessuno
si salva da solo, cioè né come individuo isolato né con le sue proprie forze.
Dio ci attrae tenendo conto della complessa trama di relazioni interpersonali
che comporta la vita in una comunità umana.” Ai
religiosi ed ai laici che intendono annunciare la buona novella, un invito
altrettanto chiaro “Un predicatore è un
contemplativo della Parola ed anche un contemplativo del popolo ogni volta che
cerchiamo di leggere nella realtà attuale i segni dei tempi, è opportuno
ascoltare i giovani e gli anziani. Entrambi sono la speranza dei popoli. Gli anziani apportano la memoria e la
saggezza dell’esperienza, che invita a non ripetere stupidamente gli stessi errori
del passato. I giovani ci chiamano a risvegliare e
accrescere la speranza, perché portano in sé le nuove tendenze dell’umanità e
ci aprono al futuro, in modo che non rimaniamo ancorati alla nostalgia di
strutture e abitudini che non sono più portatrici di vita nel mondo attuale”. Chi vuole annunziare “Non dice tanto quello che non si deve fare ma piuttosto propone quello
che possiamo fare meglio. Inoltre, una predicazione positiva offre sempre
speranza, orienta verso il futuro, non ci lascia prigionieri della negatività.. Anche
in questa epoca la gente preferisce ascoltare i testimoni: «ha sete di autenticità
[…] Reclama evangelizzatori che gli parlino
di un Dio che essi conoscano e che sia a loro familiare, come se vedessero
l’Invisibile … (che) Semplicemente desidera che guardiamo con sincerità
alla nostra esistenza e la presentiamo senza finzioni ai suoi occhi, che siamo
disposti a continuare a crescere, e che domandiamo a Lui ciò che ancora non riusciamo
ad ottenere”
La
Chiesa e le nostre comunità tutte “Più
che mai abbiamo bisogno di uomini e donne che, a partire dalla loro esperienza
di accompagnamento, conoscano il modo di procedere, dove spiccano la prudenza,
la capacità di comprensione, l’arte di aspettare, la docilità allo Spirito, per
proteggere tutti insieme le pecore che si affidano a noi dai lupi che tentano
di disgregare il gregge. Abbiamo bisogno
di esercitarci nell’arte di ascoltare, che è più che sentire. Per giungere ad
un punto di maturità, cioè perché le
persone siano capaci di decisioni veramente libere e responsabili, è indispensabile
dare tempo, con una immensa pazienza”
Credo
proprio sia questa la necessità fondamentale del nostro tempo, uscire
dall’equivoco della libertà libertina , per l’assunzione convinta di una
libertà responsabile, che trova la forza per continuare il cammino. Così come “Non si può più affermare che la religione
deve limitarsi all’ambito privato e che esiste solo per preparare le anime per
il cielo. Una fede autentica – che non è mai comoda e individualista – implica sempre un profondo desiderio di
cambiare il mondo, di trasmettere valori, di lasciare qualcosa di migliore
dopo il nostro passaggio sulla terra”, occorre riprendere le strade
dell’impegno, vincere ogni delusione, ad ognuno è dato di tornare a fare la sua
parte.
LA SOCIETA è sempre più ingiusta “ Mentre i guadagni di pochi crescono
esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal
benessere di questa minoranza felice.
Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta
dei mercati e la speculazione finanziaria. Perciò negano il diritto di controllo degli
Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune Ma
fino a quando non si eliminano l’esclusione e l’inequità nella società e tra i
diversi popoli sarà impossibile sradicare la violenza. Si accusano della
violenza i poveri e le popolazioni più povere, ma, senza uguaglianza di
opportunità, le diverse forme di aggressione e di guerra troveranno un terreno
fertile che prima o poi provocherà l’esplosione” I movimenti di questi
giorni ci interrogano, sono l’avvisaglia di un malessere che deve essere preso
seriamente in considerazione ed impone ad ognuno di noi scelte di
responsabilità.
“il possesso privato dei beni si
giustifica per custodirli e accrescerli in modo che servano meglio al bene
comune, Un cambiamento nelle strutture
che non generi nuove convinzioni e atteggiamenti farà sì che quelle stesse
strutture presto o tardi diventino corrotte, pesanti e inefficaci.” Maggiore giustizia sociale,
quindi, non deve significare il ritorno
a vecchi schemi ideologici a modelli falliti, deve significare che «i più favoriti devono rinunciare ad alcuni
dei loro diritti per mettere con maggiore liberalità i loro beni al servizio
degli altri». “Per parlare in
modo appropriato dei nostri diritti dobbiamo ampliare maggiormente lo sguardo e
aprire le orecchie al grido di altri popoli o di altre regioni del nostro
Paese. Finché non si risolveranno
radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all’autonomia assoluta dei
mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali
della … (inequidad), non si risolveranno
i problemi del mondo e in definitiva nessun problema” Bisognerà trovare la
forza per resistere alle spinte xenofobe, provare a regolare i mercati dentro
l’unico orizzonte, per noi, possibile l’Europa unita.
“La
dignità della persona umana e il bene comune stanno al di sopra della
tranquillità di alcuni che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Uno dei
peccati che a volte si riscontrano nell’attività socio-politica consiste nel
privilegiare gli spazi di potere al posto dei tempi dei processi.” Chi si ritiene classe dirigente deve avere la
capacità di comprendere che “Si tratta di privilegiare le azioni che generano
nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le
porteranno avanti…” è venuto il momento di andare oltre una logica di rappresentanza, occorre tornare
a costruire comunità “.chi sono quelli
che nel mondo attuale si preoccupano realmente di dar vita a processi che
costruiscano un popolo, più che ottenere risultati immediati che producano una
rendita politica facile, rapida ed effimera” Alle spinte centrifughe
occorre dare risposte unitarie “ Il
conflitto non può essere ignorato o dissimulato. Dev’essere accettato. Ma se rimaniamo intrappolati in esso,
perdiamo la prospettiva, gli orizzonti si limitano e la realtà stessa resta
frammentata.” Tutto questo non riguarda solo l’ambito socio-politico “il primo ambito in cui siamo chiamati a conquistare
questa pacificazione nelle differenze è la propria interiorità, la propria
vita, …” Occorre vincere “la
concupiscenza che ci minaccia tutti. Tale realtà è sempre presente, sotto l’una
o l’altra veste; deriva dal limite umano più che dalle circostanze. ….evitare diverse forme di occultamento della realtà:
i purismi angelicati, i totalitarismi del relativo, i nominalismi dichiarazionisti,
i progetti più formali che reali, i fondamentalismi antistorici, gli eticismi senza bontà, gli intellettualismi
senza saggezza”
PENSARE GLOBALE
E AGIRE LOCALE –
“ Anche tra la globalizzazione e la localizzazione si produce una tensione. Bisogna prestare attenzione alla dimensione
globale per non cadere in una meschinità quotidiana. Al tempo stesso, non è opportuno
perdere di vista ciò che è locale, che ci fa camminare con i piedi per terra”
Non potremo risolvere tutti i nostri problemi con un buon sindaco, con buoni
consiglieri e dirigenti, ma è da lì che dobbiamo partire.
NON CI SONO ALTERNATIVE AL DIALOGO – “
E’ tempo di sapere come progettare, in una cultura che privilegi il dialogo come forma d’incontro, la ricerca
di consenso e di accordi, senza però
separarla dalla preoccupazione per una società giusta, capace di memoria e senza esclusioni” Questo
vale per le questioni sociali ma anche per i rapporti tra le religioni e i non credenti
“ Per
sostenere il dialogo con l’Islam è indispensabile la formazione adeguata degli
interlocutori, non solo perché siano solidamente e gioiosamente radicati nella
loro identità, ma perché siano capaci di riconoscere i valori degli altri, di
comprendere le preoccupazioni soggiacenti alle loro richieste e di fare
emergere le convinzioni comuni …ci sentiamo vicini anche a quanti, non
riconoscendosi parte di alcuna tradizione religiosa, cercano sinceramente la
verità, la bontà e la bellezza…. Li sentiamo come preziosi alleati nell’impegno per la difesa della dignità
umana, nella costruzione di una convivenza pacifica tra i popoli e nella
custodia del creato”.
NON FACCIAMOCI RUBARE LA SPERANZA –
“siamo invitati a dare ragione della nostra speranza, ma non come nemici che
puntano il dito e condannano …. vincere «il male con il bene» E’ vero che molte volte sembra che Dio non
esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non
diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell'oscurità comincia
sempre a sbocciare qualcosa di nuovo, che presto o tardi produce un frutto”.
In questi casi è d’obbligo ricordare Mandela, ma non scordiamoci di Gandhi di
Teresa, spesso nella notte più buia si sono accese grandi luci. “Può
succedere che il cuore si stanchi di lottare perché in definitiva cerca se
stesso in un carrierismo assetato di riconoscimenti, applausi, premi, posti; allora uno non abbassa le braccia, però non
ha più grinta, gli manca la risurrezione” Quest’ultimo è un termine ostico per i non
credenti, insieme possiamo usare il termine rinascita, così come quando parliamo di fede possiamo assumere
anche questo termine in positivo, valorizzando tutte le fedi. Per noi cristiani “La
fede significa anche credere in Lui, credere che veramente ci ama, che è vivo,
che è capace di intervenire misteriosamente, che non ci abbandona, che trae il
bene dal male con la sua potenza e con la sua infinita creatività Crediamo al Vangelo che dice che il Regno di
Dio è già presente nel mondo, e si sta sviluppando qui e là, in diversi modi Poiché non sempre vediamo questi germogli, abbiamo bisogno di una certezza
interiore, cioè della convinzione che Dio può agire in qualsiasi circostanza,
anche in mezzo ad apparenti fallimenti,
…Uno è ben consapevole che la sua vita darà frutto, ma senza pretendere
di sapere come, né dove, né quando …non va perduta nessuna generosa fatica, non
va perduta nessuna dolorosa pazienza”
A noi, in particolare, è dovuto essere portatori di speranza. Buon Natale e buon anno!
Pino Fricano
lunedì 9 dicembre 2013
Osservazioni al PRG: per una città moderna e vivibile
L'associazione Nuovi Bagheresi, in data 6 dicembre, ha presentato al Commissario ad acta per l'adozione del PRG e all'Assessorato regionale Territorio e Ambiente, alcune osservazioni al Piano regolatore generale, finalizzate a dare un contributo di modernita' allo strumento urbanistico sotto il profilo del disegno urbano e dell'incentivazione allo sviluppo economico territoriale, incidendo su ambiti di cruciale importanza per il futuro della citta' di Bagheria: valorizzazione della frazione di Aspra e del fronte a mare della citta'; razionalizzazione della viabilita' e della mobilita'; riassetto della "mare-monti"; riqualificazione delle aree dismesse; salvaguardia ambientale, paesistica e dei beni culturali; Piano di recupero del centro storico e decoro urbano; prevenzione del contenzioso nelle aree interessate da Piani di lottizzazione in istruttoria alla data di adozione del piano.Di seguito il testo dell'osservazione.
Al Commissario per l'adozione del PRG
C/o uff. Urbanistica - c.so Umberto 165, Bagheria
All'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente
Via U. La Malfa 169 - 90146 Palermo
C/o uff. Urbanistica - c.so Umberto 165, Bagheria
All'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente
Via U. La Malfa 169 - 90146 Palermo
Oggetto: osservazioni al PRG adottato con delibera commissariale n 74. Del 9 ott. 2013.
Il sottoscritto Giacomo Aiello, nella qualita' di rappresentante legale dell'associazione Nuovi Bagheresi, con sede in Bagheria via del macello 63, con riferimento a quanto in oggetto, osserva e propone quanto segue.
1. Il Piano prevede una valorizzazione della frazione di Aspra e del fronte a mare della citta' migliorabile, in particolare prevede di destinare la Colonia Cirrincione a Istruzione superiore (Is), tranne che per l'area del porto, non prevede particolari sistemazioni delle zone a valle ed a monte della litoraea Ficarazzi-Aspra-Capo Zafferano ed in generale delle aree comprese nei 150 m. dalla battigia, infine non risolve la strozzatura del viale S. Isidoro all'altezza della villa, pertanto proponiamo:
a) la previsione nelle NTA di norme che prevedano, la' dove gli enti preposti all'istruzione superiore non fossero interessati all'utilizzo della Colonia per questa finalita', la destinazione a struttura turistico ricettiva e spa talossoterapica, l'inserimento tra gli allegati al piano, quale prescrizione esecutiva, del progetto redatto dall'ing. E. Ciralli per la sistemazione dell'area marina e terrestre di pertinenza della barriera frangiflutti;
b) la previsione di sviluppo del percorso pedonale-ciclabile/sbocco a mare Aspra-Sarello per l'intera fascia costiera:
- ad est, delimitando la zona demaniale sino a Capo Zafferano, agganciando tutti i beni confiscati e collegandoli con la strada litoranea, inserendo su questa, nei pressi dei collegamenti, aree di parcheggio;
- ad ovest, a valle della litoranea, dal porto al fiume Eleuterio, risalendolo, a margine dell'area vincolata del fiume, sino al confine sud del territorio comunale;
c) la previsione di strade con sezione pari a 10 m. di collegamento tra viale S. Isidoro e c.so B. Scaduto, a valle della Villa allargando l'attuale strada all'altezza del rifornimento di benzina, a monte , prolungando sino al cimitero;
d) la previsione di un collegamento tra via A. Scordato e via Solunto, in modo da consentire l'attraversamento est-ovest dell'abitato e la pedonalizzazione del fronte a mare; di allargare l'area di fronte, su corso B. Scaduto, della zona D di pertinenza della vini corvo, in modo da consentire la realizzazione di un punto di degustazione/vendita vini.
2. Il Piano presenta soluzioni interessanti sul piano della viabilita' che prevedono una serie di nuovi interventi, data la persistente crisi di finanza pubblica appare parimente utile razionalizzare la viabilita' esistente, per cui proponiamo :
a) Il superamento della cesura territoriale rappresentata dall'autostrada con la previsione di allargamento delle sezioni stradali delle vie esistenti a monte ed a valle di questa e valorizzando al meglio gli attuali sottopassi in c.da Serradifalco (confine S. Flavia), Scotto e Cordova ; data la previsione di una uscita autostradale in zona Serradifalco, al fine di fluidificare il traffico dell'attuale svincolo, pare opportuno prevedere l'eliminazione dell'attuale uscita; sempre al fine di fluidificare il traffico appare opportuno prevedere delle rotatoie all'innesto di via citta' di Palermo con via Liberta', via Dante ed all'altezza del sottoponte ferroviario; all'innesto della circonvallazione est, De Spuches-Papa Giovanni con la provinciale per Casteldaccia, la strada che lambisce il parco di Villa Valguarnera, la via Roccaforte (per S.Flavia) e via Mattarella, sulla falsariga di quella esistente tra
via Mattarella e via N. Bixio;
via Mattarella e via N. Bixio;
b) Il superamento della la cesura territoriale rappresentata dalla ferrovia con la previsione di una copertura, sopra i cavi di alimentazione delle motrici, realizzando un percorso pedonale/ciclabile, a quota + 5 m. circa rispetto a quella dei binari, tra il Palazzetto dello sport e Villa Cattolica, raccordato con scivoli all'inizio, alla fine ed all'altezza della Stazione/pal. Cuto';
c) L'innesto a raso nelle testate del percorso pedonale/ciclabile prima descritto di ulteriori piste con sviluppo ad anello fino a raggiungere lo svincolo, ad est lambendo via Papa Giovanni- via De Spuches - l'area della Montagnola, ad ovest i parco del Monaco come appresso definito.
3. Il piano per dare un nuovo assetto alla "mare-monti" e recuperare i PDL confermati da sentenze, elimina il parco del Monaco e risistema la viabilita' a margine, volendo recuperare l'idea del "braccio di bosco" tra l'autostrada e la statale, prevista dal piano del 2012, si propone:
a) di ridisegnare la viabilita' parallela a via citta' di Palermo prevedendo il collegamento, a doppia corsia, tra la strada antistante le case popolari Monaco e la strada antistante la caserma dei Carabinieri, seguendo, piu' o meno, il tracciato del precedente piano confermata nella proposta di massima, con adeguati innesti all'altezza della ferrovia, di via Dante, via Liberta e Villarosa;
b) di prolungare il serpentone con vincolo idrogeologico, che si sviluppa dalla statale al prolungamento di via Morana, a monte sino a Villarosa, a valle sino a mare, prevedendone a monte una sezione media di 50 m., a valle occupando la fascia di rispetto della mare-monti, con una sistemazione a verde attrezzato per il footing e, ai margini, a pista ciclabile, consentendo l'eventuale recupero della cubatura persa alle limitrofe zone C, al fine di non ledere i diritti maturati, prevedendo inoltre nelle convenzioni, la cessione e sistemazione, a scomputo degli oneri di urbanizzazione .
4. Il piano risolve parzialmente il problema della riqualificazione delle aree dismesse, Montagnola, Sicilcalce, Oli Eros, Industria del pesce, ex IPAB S. Domenico/S.Giuseppe/Casa del fanciullo, noi proponiamo:
a) per gli immobili della montagnola ex CAS, la destinazione prevista nelle volonta' testamentarie per la fondazione che ha ereditato, cioe' residenza per anziani o RSA (ZTO Da);
b) per l'area Sicilcalce/mulino Cuffaro, al fine di assicurare un rapido recupero, d'iniziativa privata, che riqualifichi l'intero comparto di villa Cattolica, l'utilizzo della cubatura esistente, per interventi di ristrutturazione, per le componenti piu' significative di archeologia industriale, di demolizione e ricostruzione per il resto, con destinazione polivalente a servizi culturali, commerciali, turistico ricettivi residenziali e la previsione di ampie zone di parcheggio e a verde (ZTO B1/D1/D3/Ds) ;
c) per l'area Oli Eros, come prima, con possibilita' di incremento della cubatura esistente del 25% , da recuperare con edifici a torre a destinazione turistico ricettiva, in caso di progetti integrati con la limitrofa area portuale;
d) per gli edifici utilizzati per la lavorazione del pesce, la precedenza nell'assegnazione di aree nell'area industriale ed il riuso con destinazione polivalente ;
e) per i 3 edifici ex IPAB, per i quali e' prevista la vendita, al fine di garantire una facile e conveniente dismissione da parte del Comune, va prevista similare destinazione polivalente.
5. Il Piano prevede norme specifiche di salvaguardia ambientale, paesistica e dei beni culturali, per cui risulta superato il vincolo a suo tempo decretato per la persistente assenza di pianificazione urbanistica, a tal fine si propone l'integrazione dell'art. 67 NTA, considerando il regime vincolistico del DPR 4992/'67 decaduto, alla data di emanazione del decreto di approvazione del nuovo PRG, da concordare tra ARTA ed Assessorato ai Beni Culturali, in quanto le sue previsioni si intendono assorbite e specificate da quanto disposto dall' articolo 62 al 79 delle NTA e piu' in generale nelle previsioni del nuovo PRG, che assume anche le valenze di pianopaesistico;
6. Il Piano di recupero per il centro storico prevede specifiche norme di salvaguardia e ripristino del decoro urbano, per favorire un il recupero degli edifici costruiti dopo gli anni '60, disomogenei rispetto alle tipologie storiche prevalenti, appare opportuno integrare le NTA con specifiche norme che prevedano in caso di
manutenzione straordinaria, ristrutturazione o demolizione e ricostruzione, l'obbligo al rispetto delle altezze e delle finiture degli edifici storici limitrofi, con possibilita' di recupero della cubatura, maggiorata del 40% nelle aree di compensazione urbanistica, con abbattimento degli oneri di urbanizzazione;
manutenzione straordinaria, ristrutturazione o demolizione e ricostruzione, l'obbligo al rispetto delle altezze e delle finiture degli edifici storici limitrofi, con possibilita' di recupero della cubatura, maggiorata del 40% nelle aree di compensazione urbanistica, con abbattimento degli oneri di urbanizzazione;
7. Come accennato al punto 3 il Piano prevede, in parte, il recupero dei diritti maturati col Piano del '76, rivedendo le destinazioni in zona Monaco ed in altre piccole aree, prevedendo inoltre norme di perequazione finalizzate a raffreddare il contenzioso; riteniamo che, al fine di garantire equita' di opportunita' ed effettuare una ricognizione, e' opportuno inserire nel nuovo strumento urbanistico, la' dove non venga riproposta la destinazione originaria o a zona F2, i piani di lottizzazione ed i progetti relativi a zone B e C del piano vigente, in istruttoria alla data di adozione, prevedendo la destinazione F2 bis, ad attrezzature oggetto di specifica perequazione.
Si allega copia degli elaborati con indicazione delle proposte avanzate.
Bagheria 6 Dicembre 2013
L'osservanteAssociazione Nuovi Bagheresi
L'osservanteAssociazione Nuovi Bagheresi
mercoledì 27 novembre 2013
Noi e il M5S per un'area verde a piazza Sant'Antonio: presentata osservazione al nuovo PRG
Fonte: Il Grillo di Bagheria
Venerdì 22 novembre il Movimento Cinque Stelle Bagheria e l’Associazione Nuovi Bagheresi hanno presentato all’ufficio protocollo del Comune di Bagheria un’osservazione al nuovo Piano Regolatore, recentemente approvato, richiendo la modifica della destinazione a zona B, dell’aerea verde situata davanti la chiesa di Sant’Antonio.
L’aerea verde di circa 1500 mq, si trova tra via Sant’Antonio, via del Macello, via Serradifalco e via G. Deledda.
Questo lotto è stato fino ad ora oggetto di contrasti tra l’amministrazione comunale e i proprietari -favorevoli all’edificazione- e i residenti della zona – favorevoli ad una destinazione del terreno a verde pubblico-.
Il motivo di questa richiesta nasce dal fatto che nel quartiere non esiste un’area che funga da “polmone verde” per la zona e non ci sono luoghi e servizi per lo svago e la socializzazione.
Esiste, poi, la necessità, in questo quartiere, di mitigare l’impatto urbanistico dei tipici palazzi anni ’80 (5 piani), che si contrappongono alla fabbrica architettonica della Chiesa e del Convento.
Inoltre, nei pressi della Chiesa, non ci sono parcheggi, e questa situazione porta notevoli disagi alla viabilità di una zona che vede un notevole afflusso di gente per le numerose manifestazioni religiose e culturali. Questo luogo di culto, quindi, necessita di essere tutelato, dando spazio ad una complessiva riqualificazione del quartiere.
Lo scorso 14 luglio il Movimento Cinque Stelle Bagheria e l’Associazione Nuovi Bagheresi hanno accolto le istanze degli abitanti del quartiere, raccogliendo circa 150 firme volte alla creazione di un parco pubblico o di uno spazio di verde attrezzato.
In Nuovo Piano Regolatore, però, sembra tarpare le ali alla realizzazione di tale progetto, in quanto ha destinato parte dell’aerea in questione a zona edificabile B2.
Già nel 2007 i cittadini residenti nel quartiere avevano presentato un’osservazione/opposizione al Piano Regolatore Stralcio adottato con deliberazione commissariale n. 46 del 05/06/2006, indirizzandola alla Segreteria Generale del Comune di Bagheria, al Capo Settore Urbanistica, ai Progettisti del Piano Regolatore Stralcio e al Sindaco .
L’opposizione in questione allora venne soltanto parzialmente accolta nel senso della perequazione: l’area resta per la maggior parte destinata a zona edificabile B2, per la restante destinata a verde pubblico.
Vista la non accettazione totale della richiesta, negli anni i cittadini del quartiere hanno reiterato la loro richiesta con petizioni rivolte al Comune di Bagheria, al Direttore Generale del Dipartimento Urbanistica Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, al Prefetto di Palermo, alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. E P.I., al Ministero della Giustizia-Direzione Nazionale Antimafia, al Ministero degli Interni e alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia, in data 17/10/2007, 19/05/2010, 28/06/2010 e 22/11/2010.
Oggi, a seguito dell’adozione del nuovo PRG, puntualmente si ripresenta il rischio di una smisurata espansione del cemento, in una città famosa per le proprie ville settecentesche, ma che ancora oggi è priva di un parco urbano a fruizione pubblica.
Presentando oggi questa opposizione all’applicazione alla destinazione programmata per questa area il Movimento Cinque Stelle e l’Associazione Nuovio Bagheresi vogliono tutelare la salute di questo quartiere e la vivibilità dello stesso in termini di viabilità, socializzazione e rispetto dell’ambiente
venerdì 9 agosto 2013
Piazza Butera: riscontro positivo per la nostra richiesta di riapertura al pubblico
Con piacere constatiamo che a seguito della nostra sollecitazione all'Amministrazione comunale per la riapertura al pubblico di piazza Butera, con nota presentata in data 25 luglio, l'assessore al Verde pubblico Massimo Mineo ha annunciato stamane che, a partire da lunedì 12 agosto, la piazza tornerà ad essere fruibile ogni giorno, anche se ancora in una fascia oraria limitata.Di seguito il comunicato diramato dall'Ufficio Stampa del Comune di Bagheria:
Bagheria, 08/08/2013 – A partire da lunedì prossimo, 12 agosto 2013, piazzetta Butera sarà nuovamente fruibile ogni giorno, per il momento dalle ore 9.00 alle 13.00.
A comunicarlo l’assessore al Verde Pubblico, Massimo Mineo, che ha attivato una squadra per la pulizia straordinaria della villa che era stata ridotta in pessime condizioni per gli escrementi dei cani, per atti di vandalismo e incuria.
La villetta sarà gestita da un operatore che l’aprirà e la chiuderà ogni giorno, negli orari comunicati e controllerà che nessuno sporchi e compia gesti incivili.
“Prossimamente – spiega l’assessore – si procederà ad un avviso pubblico per concederne la gestione ad un associazione così come già fatto per villetta Ugdulena e si potrà prevedere un ampliamento dell’orario di apertura”.
Non è possibile infatti lasciarla aperta 24 ore su 24 perché la villetta pubblica è stata oggetto di bagordi notturni, di atti di vandalismo e veniva usata per dai padroni dei cani che abbandonavano gli escrementi dei loro animali indiscriminatamente senza procedere alla raccolta come dalle previste ordinanze sull’argomento.
“Auspico che la villa possa essere utilizzata dalle famiglie e dai bambini per poter giocare all’aria aperta e siano curata da tutti come bene comune, come se fosse casa nostra – dice l’assessore Mineo – e spero soprattutto che i proprietari dei cani capiscano che il suolo pubblico o di pubblico accesso (strade, marciapiedi, portici, piazza, zone verdi, zone attrezzate per bambini, ecc.) non può essere insudiciato a causa degli escrementi degli animali, con conseguenti rischi per la salute dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più esposte, quali bambini, ipovedenti e anziani”.
_______________________
M.M.
Ufficio stampa
www.comune.bagheria.pa.it
tel./fax: 091.943279
mobile: 3470014952
M.M.
Ufficio stampa
www.comune.bagheria.pa.it
tel./fax: 091.943279
mobile: 3470014952
martedì 6 agosto 2013
Altro che luminarie...a Bagheria è buio pesto!
Durante l'ultima settimana i principali assi viari di Bagheria sonostati caratterizzati dalle consuete luminarie della festa patronale,
tuttavia ci si dimentica che già da alcuni mesi, in varie zone della
città, è buio pesto. Si tratta precisamente di via Lo Bue, via
Senofonte, via Saffo, via Capaci, via Cutò, via Lampedusa, via
Tarantino, nonché piazza Monsignor Cipolla ad Aspra e varie altre zone
del territorio bagherese. I cittadini interessati dal servizio hanno
già segnalato l'incresciosa situazione ad alcune testate
giornalistiche locali, evidenziando come, rivoltisi all' Enel, questa
abbia risposto che la rete di illuminazione pubblica del territorio
viene gestita da una diversa società, verso la quale, molto
probabilmente, il Comune di Bagheria risulterebbe moroso. C'è da
ricordare che, a prescindere da tale risposta, l'illuminazione
pubblica rientra, ai sensi del D.M. 28 maggio 1993, in virtù della
delega contenuta all'art. 11 del D.L. 18 gennaio 1993 n. 8, tra i
servizi indispensabili, il cui impianto è obbligatorio per le
amministrazioni locali, le quali sono tenute a fornire il servizio
indipendentemente dalle disponibilità finanziarie.
La situazione in questione, la quale peraltro configura la fattispecie
di interruzione di pubblico servizio, solleva inevitabilmente molti
interrogativi, o meglio preoccupazioni, sulla situazione finanziaria
dell'Ente, che inevitabilmente si ripercuote sul livello dei servizi
erogati alla cittadinanza. Il Comune di Bagheria si trova attualmente
in un a situazione di vero e proprio stallo amministrativo e
finanziario, conseguente alla mancata approvazione del Piano di
riequilibrio, nonché alla contestuale assenza della misura alternativa
allo stesso Piano, ossia la dichiarazione di dissesto. Un vero e
proprio "limbo dantesco" insomma, che rende difficile anche solo
prevedere, allo stato attuale, le possibilità e i tempi di
ripianamento delle passività dell'Ente, precludendo qualsiasi velleità
di sviluppo economico. E' doveroso dunque, al di là della situazione
particolare esposta con la nota che segue (e già inoltrata
all'Amministrazione) un invito agli amministratori di questa città ad
un'assunzione generale di responsabilità nei confronti di un
territorio e di una cittadinanza pesantemente mortificati.
Al Signor Sindaco del Comune di Bagheria
All'Assessore ai Lavori Pubblici e Servizi a rete
Al Dirigente del II Settore-Lavori Pubblici
Oggetto: ripristino del servizio di illuminazione pubblica
Il sottoscritto Giacomo Aiello, presidente dell'associazione Nuovi
Bagheresi, con sede legale in via
del macello n. 63 (tel. 3278463962; e-mail: nuovibagheresi@hotmail.it)
Considerato che:
– già da alcuni mesi il servizio di illuminazione pubblica risulta
interrotto in via Lo Bue, via
Senofonte, via Saffo e zone contigue, nonché in via Capaci, via Cutò,
via Lampedusa, via
Tarantino, nonché ad Aspra in piazza Monsignor Cipolla ed in numerose
altre zone della
frazione;
– il servizio di pubblica illuminazione, ai sensi del D. M. 28 maggio
1993, in virtù della delega
contenuta all'art. 11 del D.L. 18 gennaio 1993 n. 8, costituisce
servizio indispensabile il cui
impianto è previsto come obbligatorio per le amministrazioni locali, e
che l'ente locale deve
garantire a prescindere dalla disponibilità finanziaria;
– l'assenza di pubblica illuminazione comporta una situazione di
rischio per l'incolumità e la
sicurezza pubblica, incentivando atti vandalici e di micro-criminalità;
– la situazione in oggetto configura la fattispecie di “interruzione
di un ufficio o servizio pubblico
o di un servizio di pubblica necessità” prevista dall'art. 340 c.p.
Con la presente
CHIEDE
il ripristino in via immediata del servizio di illuminazione pubblica
nelle vie e nelle zone suddette.
Bagheria, 6 agosto 2013
Associazione Nuovi Bagheresi
venerdì 26 luglio 2013
Nota all'Amministrazione comunale: si tuteli la salute pubblica e si risolva la questione viabilità
Come preannunciato nelle scorse settimane, l'associazione Nuovi Bagheresi, in data 25 luglio, ha richiesto formalmente all'Amministrazione comunale di sollecitare un intervento dell’A.R.P.A. volto alla rilevazione dei livelli di inquinamento nelle strade del centro storico prossime al Corso Umberto. Con la medesima nota sono stati altresì richiesti interventi nel breve e nel lungo periodo per la risoluzione dell’annoso problema della viabilità, tra i quali l’accelerazione dell’iter di approvazione del Piano urbano della mobilità. Di seguito il testo della nota:
Al Sindaco del Comune di Bagheria
All'Assessore alla Polizia
Municipale e Viabilità
All'Assessore
all'Igiene ambientale
Oggetto: richiesta di rilevazione
livello di inquinamento nel centro storico ed accelerazione proceso
di adozione del PUT (Piano urbano del traffico)
Il sottoscritto Giacomo Aiello,
presidente dell'associazione “Nuovi Bagheresi”, con sede in via
del macello 63 (e-mail: nuovibagheresi@hotmail.it;
cell: 3278463962)
Considerato che:
- in seguito alla chiusura al traffico nel corso Umberto I, le vie ad esso attigue (così come tutto il centro storico), peraltro larghe solo pochi metri, si trovano esposte ad una concentrazione di traffico veicolare assai elevata, con conseguente elevato livello di inquinamento provocato dai gas di scarico;
- il PUM (Piano urbano della mobilità) risulta tra i progetti finanziati nell'ambito del PISU (Piano integrato di sviluppo urbano) e necessita dell'approvazione del Consiglio Comunale quale organo competente in materia di pianificazione e programmazione
Con la presente
CHIEDE
- di sollecitare un intervento dell' A.R.P.A. ( Agenzia regionale per la protezione ambientale), volto a rilevare il tasso di inquinamento nelle strade del centro storico attigue al Corso Umberto;
- di accelerare il processo di adozione del Piano urbano della mobilità, che potrebbe prevedere, tra le altre, le seguenti misure:- l'istituzione di una ZTL (zona a traffico limitato) nel centro storico, più facilmente individuabile nella zona sud-est (via Damuselli, via Scordato, via Trabia, via del Cavaliere, via Palagonia);- l'individuazione di aree da adibire a parcheggi auto, per esempio nei pressi di via Libertà;- l'introduzione di un bus elettrico che colleghi le aree adibite a parcheggio con il Corso Umberto e il centro storico;
- inquadrare e armonizzare le soluzioni in tema di viabilità con il nuovo Piano Regolatore Generale, e in particolare con il Piano di recupero del centro storico.
Bagheria, 25 luglio 2013
Associazione Nuovi Bagheresi
Piazza Butera, un'oasi da valorizzare
L'associazione Nuovi Bagheresi, che da anni opera sul territorio a tutela di interessi diffusi, ha presentato in data 25 luglio una nota all'Amministrazione comunale di Bagheria, chiedendo la riapertura al pubblico di piazza Butera, i cui cancelli risultano chiusi da circa dieci giorni senza una reale motivazione, e proponendo nel contempo la gestione della piazza in convenzione con privati, ai fini di della cura, valorizzazione, animazione degli spazi interessati. Di seguito il testo della nota:
Al Sindaco del Comune di Bagheria
All'Assessore al Verde e
Arredo Urbano
Al Dirigente del II
Settore Lavori pubblici
Oggetto: richiesta apertura al pubblico
di piazza Butera
Il sottoscritto Giacomo Aiello,
presidente dell'associazione “Nuovi Bagheresi” con sede in via
del macello 63 (e-mail: nuovibagheresi@hotmail.it,
cell. 3278463962)
Considerato che:
- successivamente alle operazioni di pulizia svolte nelle scorse settimane, i cancelli di piazza Butera risultano chiusi da circa dieci giorni e dunque la stessa non è accessibile al pubblico;
- piazza Butera costituisce uno dei pochi spazi urbani sottratti al traffico veicolare e fruibili non solo dai residenti della zona, ma da tutta la cittadinanza;
- le motivazioni della chiusura risultano ad oggi sconosciute
Con la presente
CHIEDE
- l'immediata riapertura al pubblico di piazza Butera;
- di considerare l'opportunità di gestire l'area interessata in convenzione con operatori privati, quali associazioni no profit, organizzazioni ricreative o esercizi commerciali, ai fini della cura, valorizzazione e animazione della piazza.
Si allega documentazione fotografica.
Bagheria, 25 luglio 2013
Associazione Nuovi
Bagheresi
Riflessioni sulla prima lettera di Francesco
E così l’uomo ha rinunciato alla ricerca di una luce grande, di una verità grande, per accontentarsi delle piccole luci che illuminano il breve istante, ma sono incapaci di aprire la strada. Quando manca la luce, tutto diventa confuso, è impossibile distinguere il bene dal male, la strada che porta alla mèta da quella che ci fa camminare in cerchi ripetitivi, senza direzione
Cap. 1°- abbiamo creduto nell’amore
Per Abramo la fede in Dio illumina le più profonde radici del suo essere, gli permette
di riconoscere la sorgente di bontà che è all’origine di tutte le cose, e di confermare che la sua vita non procede dal nulla o dal caso, ma da una chiamata e un amore personali.
I cristiani, invece, confessano l’amore concreto e potente di Dio, che opera veramente nella storia e ne determina il destino finale, …..Dio ama questo mondo e lo orienta incessantemente verso di Sé; e questo porta il cristiano a impegnarsi, a vivere in modo ancora più intenso il cammino sulla terra.
Gesù, suo Figlio, si presenta come Colui che ci spiega Dio (cfr Gv 1,18).La vita di Cristo — il suo modo di conoscere il Padre, di vivere totalmente nella relazione con Lui — apre uno spazio nuovo all’esperienza umana e noi vi possiamo entrare.
“Crediamo a” Gesù, quando accettiamo la sua Parola, la sua testimonianza, perché egli è veritiero (cfr Gv 6,30). “Crediamo in” Gesù, quando lo accogliamo personalmente nella nostra vita e ci affidiamo a Lui, aderendo a Lui nell’amore e seguendolo lungo la strada (cfr Gv 2,11; 6,47; 12,44).
Costui, anche quando obbedisce ai comandamenti, anche quando compie opere buone, mette al centro se stesso, e non riconosce che l’origine della bontà è Dio. Chi opera così, chi vuole essere fonte della propria giustizia, la vede presto esaurirsi e scopre di non potersi neppure mantenere nella fedeltà alla legge. Si rinchiude, isolandosi dal Signore e dagli altri, e per questo la sua vita si rende vana,
Nella fede, l’“io” del credente si espande per essere abitato da un Altro, per vivere in un Altro, e così la sua vita si allarga nell’Amore.
La fede non è un fatto privato, una concezione individualistica, un’opinione soggettiva, ma nasce da un ascolto ed è destinata a pronunciarsi e a diventare annuncio.
Cap 2° - se non crederete non comprenderete
questa verità affidabile di Dio è, come emerge nella Bibbia, la sua presenza fedele lungo la storia, la sua capacità di tenere insieme i tempi, raccogliendo la dispersione dei giorni dell’uomo.
La fede, senza verità, non salva, non rende sicuri i nostri passi. Resta una bella fiaba, la proiezione dei nostri desideri di felicità, qualcosa che ci accontenta solo nella misura in cui vogliamo illuderci.
Ma proprio per il suo nesso intrinseco con la verità, la fede è capace di offrire una luce nuova, superiore ai calcoli del re, perché essa vede più lontano, perché comprende l’agire di Dio, che è fedele alla sua alleanza e alle sue promesse.
Richiamare la connessione della fede con la verità è oggi più che mai necessario, proprio per la crisi di verità in cui viviamo.
La domanda sulla verità è, infatti, una questione di memoria, di memoria profonda, perché si rivolge a qualcosa che ci precede e, in questo modo, può riuscire a unirci oltre il nostro “io” piccolo e limitato. È una domanda sull’origine di tutto, alla cui luce si può vedere la meta e così anche il senso della strada comune.
È noto il modo in cui il filosofo Ludwig Wittgenstein ha spiegato la connessione tra la fede e la certezza. Credere sarebbe simile, secondo lui, all’esperienza dell’innamoramento, ….
In realtà, l’amore non si può ridurre a un sentimento che va e viene. Esso tocca, sì, la nostra affettività, ma per aprirla alla persona amata e iniziare così un cammino, che è un uscire dalla chiusura nel proprio io e andare verso l’altra persona, per edificare un rapporto duraturo; l’amore mira all’unione con la persona amata
Solo in quanto è fondato sulla verità l’amore può perdurare nel tempo, superare l’istante effimero e rimanere saldo per sostenere un cammino comune. Se l’amore non ha rapporto con la verità, è soggetto al mutare dei sentimenti e non supera la prova del tempo.
La verità che la fede ci dischiude è una verità centrata sull’incontro con Cristo, sulla contemplazione della sua vita, sulla percezione della sua presenza.
Una verità comune ci fa paura, perché la identifichiamo con l’imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell’amore, se è la verità che si schiude nell’incontro personale con l’Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune. Essendo la verità di un amore, non è verità che s’imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Nascendo dall’amore può arrivare al cuore, al centro personale di ogni uomo. Risulta chiaro così che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile,
L’uomo religioso cerca di riconoscere i segni di Dio nelle esperienze quotidiane della sua vita, nel ciclo delle stagioni, nella fecondità della terra e in tutto il movimento del cosmo.
Chi si mette in cammino per praticare il bene si avvicina già a Dio, è già sorretto dal suo aiuto, perché è proprio della dinamica della luce divina illuminare i nostri occhi quando camminiamo verso la pienezza dell’amore.
Cap 3° - vi trasmetto quello che ho ricevuto
La persona vive sempre in relazione. Viene da altri, appartiene ad altri, la sua vita si fa più grande nell’incontro con altri. E anche la propria conoscenza, la stessa coscienza di sé, è di tipo relazionale, ed è legata ad altri che ci hanno preceduto: in primo luogo i nostri genitori,
La fede non è solo un’opzione individuale che avviene nell’interiorità del credente, non è rapporto isolato tra l’“io” del fedele e il “Tu” divino, tra il soggetto autonomo e Dio. Essa si apre, per sua natura, al “noi”, avviene sempre all’interno della comunione della Chiesa.
Nel Battesimo diventiamo nuova creatura e figli adottivi di Dio. L’Apostolo afferma poi che il cristiano è stato affidato a una “forma di insegnamento” (typos didachés), cui obbedisce di cuore (cfr Rm 6,17). Nel Battesimo l’uomo riceve anche una dottrina da professare e una forma concreta di vita che richiede il coinvolgimento di tutta la sua persona e lo incammina verso il bene.
la fede, non può confessarla ancora da solo, e proprio per questo essa è confessata dai suoi genitori e dai padrini in suo nome. La fede è vissuta all’interno della comunità della Chiesa, è inserita in un “noi” comune. Così, il bambino può essere sostenuto da altri, dai suoi genitori e padrini, e può essere accolto nella loro fede, che è la fede della Chiesa, simbolizzata dalla luce che il padre attinge dal cero nella liturgia battesimale. Questa struttura del Battesimo evidenzia l’importanza della sinergia tra la Chiesa e la famiglia
l’asse della storia: l’Eucaristia è atto di memoria, attualizzazione del mistero, in cui il passato, come evento di morte e risurrezione, mostra la sua capacità di aprire al futuro, di anticipare la pienezza finale.
la preghiera del Signore, il Padre nostro. In essa il cristiano impara a condividere la stessa esperienza spirituale di Cristo e incomincia a vedere con gli occhi di Cristo.
Il Decalogo (le beatitudini) non è un insieme di precetti negativi, ma di indicazioni concrete per uscire dal deserto dell’ “io” autoreferenziale, chiuso in se stesso, ed entrare in dialogo con Dio, lasciandosi abbracciare dalla sua misericordia per portare la sua misericordia.
L’esperienza dell’amore ci dice invece che proprio nell’amore è possibile avere una visione comune, che in esso impariamo a vedere la realtà con gli occhi dell’altro, e che ciò non ci impoverisce, ma arricchisce il nostro sguardo.
il beato John Henry Newman quando enumerava, tra le note caratteristiche per distinguere la continuità della dottrina nel tempo, il suo potere di assimilare in sé tutto ciò che trova, nei diversi ambiti in cui si fa presente, nelle diverse culture che incontra,tutto purificando e portando alla sua migliore espressione.
Cap 4° - Dio prepara per loro una città
Essa non si configura solo come un cammino, ma anche come l’edificazione, la preparazione di un luogo nel quale l’uomo possa abitare insieme con gli altri.
Proprio grazie alla sua connessione con l’amore (cfr Gal 5,6), la luce della fede si pone al servizio concreto della giustizia, del diritto e della pace.
Senza un amore affidabile nulla potrebbe tenere veramente uniti gli uomini. L’unità tra loro sarebbe concepibile solo come fondata sull’utilità, sulla composizione degli interessi, sulla paura, ma non sulla bontà di vivere insieme, non sulla gioia che la semplice presenza dell’altro può suscitare.
essa ci aiuta a edificare le nostre società, in modo che camminino verso un futuro di speranza.
la fede permise di « esercitare la giustizia » (Eb 11,33). L’espressione si riferisce qui alla loro giustizia nel governare, a quella saggezza che porta la pace al popolo (cfr 1 Sam 12,3-5; 2 Sam 8,15)
la Lettera agli Ebrei accenna alla benedizione che si trasmette dai genitori ai figli (cfr Eb 11, 20-21). Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia.
i bambini imparano a fidarsi dell’amore dei loro genitori. Per questo è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli.
La storia di fede, fin dal suo inizio, è stata una storia di fraternità, anche se non priva di conflitti.
Dio vuol far partecipare tutti, come fratelli, all’unica benedizione, che trova la sua pienezza in Gesù, affinché tutti diventino uno. L’amore inesauribile del Padre ci viene comunicato, in Gesù, anche attraverso la presenza del fratello.
Al centro della fede biblica, c’è l’amore di Dio, la sua cura concreta per ogni persona, il suo disegno di salvezza che abbraccia tutta l’umanità e l’intera creazione e che raggiunge il vertice nell’Incarnazione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. Quando questa realtà viene oscurata, viene a mancare il criterio per distinguere ciò che rende preziosa e unica la vita dell’uomo. Egli perde il suo posto nell’universo, si smarrisce nella natura, rinunciando alla propria responsabilità morale, oppure pretende di essere arbitro assoluto, attribuendosi un potere di manipolazione senza limiti.
(la fede) ci aiuta a trovare modelli di sviluppo che non si basino solo sull’utilità e sul profitto, ma che considerino il creato come dono, di cui tutti siamo debitori; ci insegna a individuare forme giuste di governo, riconoscendo che l’autorità viene da Dio per essere al servizio del bene comune. La fede afferma anche la possibilità del perdono, che necessita molte volte di tempo, di fatica, di pazienza e di impegno; perdono possibile se si scopre che il bene è sempre più originario e più forte del male, che la parola con cui Dio afferma la nostra vita è più profonda di tutte le nostre negazioni. Anche da un punto di vista semplicemente antropologico, d’altronde, l’unità è superiore al conflitto; dobbiamo farci carico anche del conflitto, ma il viverlo deve portarci a risolverlo,
Il cristiano sa che la sofferenza non può essere eliminata, ma può ricevere un senso, può diventare atto di amore, affidamento alle mani di Dio che non ci abbandona e, in questo modo, essere una tappa di crescita della fede e dell’amore.
La fede non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida nella notte i nostri passi, e questo basta per il cammino. All’uomo che soffre, Dio non dona un ragionamento che spieghi tutto, ma offre la sua risposta nella forma di una presenza che accompagna, di una storia di bene che si unisce ad ogni storia di sofferenza per aprire in essa un varco di luce.
Gesù spiega il significato del “terreno buono”: « Sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza » (Lc 8,15).
Sintesi a cura di Pino Fricano – luglio 2013
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